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Che aprano i nuovi casinò in Italia: una doppia opportunità per il nostro poker live

  • Scritto da Cesare Antonini

L'apertura di nuovi casinò in location turistiche potrebbe riaprire grosse possibilità per il poker live in Italia. 

Apertura di nuovi casinò in località turistiche e regolamentazione da rivedere per le sale da gioco che devono riportarsi al livello, almeno normativo, di quelle europee.
La notizia è di qualche giorno fa. Le nostre riflessioni arrivano ora, ovviamente, adattando la portata della novità sul settore del poker live d'Italia.
Certo ci viene da sorridere se su 4 casinò attualmente autorizzati solo 1, Campione d'Italia, offre un palinsesto notevole e competitivo con le migliori room europee, uno (Sanremo) è ripartito lo scorso weekend con i primi tornei della nuova gestione e due sono incredibilmente fermi pur avendo fatto la storia di questo gioco. Quindi figuriamoci a cosa possano servire nuovi casinò adesso sul territorio e, oltretutto, immaginiamo, di dimensioni assai ridotte sul modello di quelli francesi che da decenni, con la Societés des Bains de mer, hanno già preso questo indirizzo (non ci voleva un genio del marketing, ecco).

Ma, calma e gesso. In realtà l'occasione potrebbe essere ghiotta per gli organizzatori nostrani oltre ad aiutare il circuito a regolamentarsi in maniera pressoché definitiva.
L'occasione è ghiotta perché se dovessero riaprire nuovi casinò questi verrebbero gestiti verosimilmente da società private e dalle concessionarie di gioco "punto it", quelle che già gestiscono tutto il gaming pubblico, insomma. A meno che non si voglia perseverare nell'errore della gestione pubblica vittima della politica più miope e clientelare, le formule per l'apertura di nuove sale da gioco potrebbero essere molteplici e sulla base dei modelli che vediamo in giro per l'Europa. Non saranno più strutture elefantiache dal punto di vista della gestione fisica, logistica ed economica ma casinò "mini" o, comunque, snelli nei costi e nell'organizzazione. Nell'idea dei senatori di Forza Italia che hanno lanciato il nuovo disegno di legge, i nuovi casinò devono essere un ulteriore volano per lo sviluppo turistico dei territori. La proposta, in realtà, è vecchia quanto la seconda Repubblica e ogni tanto riviene su come un pasto mal digerito. Sarà la volta buona? Chissà. Di sicuro la speranza ogni volta si riaccende e il tema va spinto e cavalcato.

E anche nell'ottima regolamentazione del poker live sarebbe una soluzione importantissima. Se per location turistiche si intendono anche le grandi città come Roma (una delle pochissime capitali a non avere un casinò in Europa), Milano o Firenze, beh, va da sé che il problema dei circoli dal vivo potrebbe risolversi automaticamente creando sale da gioco con poker room all'interno in grado di ospitare tornei di hold'em e delle sue varianti live. Ma, attenzione: l'occasione non va vista come un'epurazione totale del poker dal vivo ma anche come opportunità per chi gestisce adesso sul territorio le sale considerate "borderline" e ancora illegali per la famosa legge comunitaria 2008.
 
Certo con altri 15-20 mini casinò (stimiamo cifre a caso) sul territorio italiano il Governo potrebbe anche ottenere molti punti a favore nella lotta continua contro Regioni e Comuni d'Italia. Il gioco verrebbe concentrato principalmente in macro aree e oltre ad offrire un'occasione per il poker live si decentrerebbe anche l'offerta smisurata di slot e vlt allenterebbe la pressione sugli enti locali che da mesi stanno ingaggiando una battaglia contro il gioco d'azzardo. Non è escluso che la battaglia poi passi sul nuovo fronte dei casinò turistici. Ormai con questa classe politica c'è da aspettarsi di tutto. Auguri.
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