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Shehadeh: 'Ora Praga, poi Las Vegas, sono confident ma devo migliorare ancora'

  • Scritto da Cesare Antonini

Andrea Shehadeh si racconta dopo la vittoria di IPO25 su 3.003 entries e gli oltre 500mila euro conquistati nel 2017 fantastico. 

Campione d'Italia - “Hanno contato tantissimo gli amici e la confidence live che ho acquisito in questo 2017 magnifico anche se dal Pokerstars Championship Barcellona volevo riscattarmi da alcuni colpi che mi avevano penalizzato nonostante i due itm. Adesso cosa succede? Praga subito, poi speriamo Las Vegas e intanto continuo a studiare perché è fondamentale”. Andrea Shehadeh, 23enne milanese e da già qualche anno poker player a tempo pieno, spiega a Gioconews.it le sue impressioni a caldo poco dopo aver messo le mani sui 245.000 euro di prima moneta di IPO25 da 3.003 entries e circa 1 milione e mezzo di euro di prize pool. Al primo andavano 300.000 euro. Andrea solo in heads up ha deciso di aggiustare il payout facendo un accordo con Mario Llapi, altra rivelazione del torneo: 215.000 a testa e 30.000 al winner.

Partiamo dal tifo incredibile di tanti amici grinder che hanno affollato il rail della poker room di Campione d’Italia. “Gli amici sono stati importantissimi perché mi hanno sopportato e supportato per tutto il tempo. Dalle fasi più dure a quelle in cui il torneo ha preso una piega migliore”.
Campione vero Andrea. Lui vince, ha le caratteristiche del winner e ormai se due successi potevano essere casuali, il terzo all’IPO, tra l’altro, compone la prova che siamo di fronte ad un talento vero.
La run c’è a pacchi e alcuni colpi hanno svoltato il suo torneo: “Volevo dire che mi dispiace molto per un player che rispetto come Claudio Di Giacomo. È stato molto sfortunato in quella doppia eliminazione che mi ha fatto schizzare ancora di più nel count. Non se lo meritava insomma”.
Però si è liberato di un avversario pericolosissimo, non c’è dubbio. Lo stesso Di Giacomo poi commenterà: “Il problema è stata la condotta della mano di Durante (il terzo player coinvolto nel colpo, ndr). Avesse rilanciato preflop avrei foldato. Poi sul flop se non avesse mandato resti forse sarei riuscito a limitare le perdite quando al turn si è pairato il board. Ma pazienza e complimenti ad Andrea”.
Ovviamente non solo run (il termine fortuna scordiamocelo please) ma tanta qualità e capacità di leggere i range e bluff catchare gli avversari.
Un 2017 da favola, come sta evolvendo il tuo gioco, la tua carriera al tavolo: “Sono super confident anche se dopo Barcellona avevo qualcosa da riprendermi al tavolo. Certo quando mi sono iscritto all’IPO non pensavo di poter vincere su 3.003 entries. Quando il field si è assottigliato chiaramente ho capito che si poteva raggiungere un obiettivo importante. Oltre alla run e alla confidenza percepisco sempre maggiore edge nei confronti degli altri player al tavolo e questo aiuta tantissimo al gioco”.
Guai a fermarsi qui, però: “Continuerò a studiare ancora di più sia da solo che facendo review con altri player. Faccio ancora tanti errori lo vedo e lo capisco e non posso sottovalutare queste situazioni e devo migliorare di più”.
Andrea è partito dal cash game online per poi passare ai sit and go e mtt online. Ora il suo main game può essere considerato il live. I risultati, almeno, indicano quello.
I programmi adesso? “Praga assolutamente sì poi si vedrà. L’obiettivo da qui a maggio-giugno potrebbe essere Las Vegas, senza dubbio”.
Shehadeh non è solo Andrea ma anche Fares, suo fratello: chi è più bravo? “Mmm posso non rispondere?”, se la rise Andrea. Complimenti ancora.

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