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Mirabelli al Mef: 'Poker online, si eviti liquidità internazionale'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il senatore del Pd Franco Mirabelli interroga il Mef e chiede di evitare la liquidità internazionale sul poker online.

Dopo la presa di posizione dei giorni scorsi e dando seguito a quanto anticipato, il senatore del Pd Franco Mirabelli torna alla carica contro la liquidità internazionale nel poker online. Lo fa con un'interrogazione al ministero dell'Economia e delle Finanze, in cui si chiede di sapere se Padoan "non ritenga di dover intraprendere iniziative per evitare l'utilizzo della liquidità internazionale sul poker on line nel nostro Paese, in considerazione dei rischi connessi ad un'ulteriore apertura del mercato online che potrebbe diventare uno strumento per il riciclaggio nell'ambito di operazioni transnazionali".

In premessa, il senatore Pd afferma che "l'apertura alla liquidità internazionale sul poker online non è prevista né quindi tantomeno imposta da alcuna fonte normativa in Italia, né di natura legislativa né di natura regolamentare, e quindi la scelta di apertura a tale possibilità di gioco tra giocatori di nazionalità diverse appare essere frutto di una scelta autonoma e discrezionale" e che "le autorità di regolazione del gioco online italiana, francese, spagnola e portoghese hanno siglato il 6 luglio 2017 un accordo per la liquidità internazionale sul poker online e nel comunicato stampa pubblicato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli si può leggere che le autorità di tali Paesi si impegnano a fare del loro meglio per la partenza della liquidità internazionale entro fine anno".
Considera inoltre che "sulla base della valutazione sovranazionale dei rischi di riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo pubblicata dalla Commissione europea il 26 giugno 2017, il gioco on line è considerato esposto in maniera significativa ai rischi di riciclaggio" e che "la liquidità internazionale, autorizzando la riunione intorno ad un tavolo virtuale di giocatori di nazionalità diverse per partecipare in maniera condivisa allo stesso gioco, espone, di fatto, a maggiori rischi di frode o di riciclaggio; il quadro europeo disegnato dalla direttiva (UE) n. 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio), recentemente recepita con decreto legislativo n. 90 del 2017, lascia ai singoli Stati membri un ampio margine nelle scelte di regolazione attinenti al settore dei giochi e in particolare nella scelta dei giochi sottoposti alla normativa antiriciclaggio; quindi il livello di tutela dei giocatori italiani si troverebbe potenzialmente ridotto dall'introduzione di una tale modalità di gioco".
In ultimo, Mirabelli evidenzia che "le scelte attuali del Governo, sollecitate dal Parlamento, si propongono di ridurre l'offerta di gioco presente in Italia" e che "anche il recente accordo raggiunto in Conferenza unificata si muove in tale direzione e, pertanto, l'offerta di gioco, a terra o online, appare ancor più inopportuna".
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