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Liquidità condivisa: Spagna e Francia partono a gennaio 2018 e aspettano l'Italia

  • Scritto da Cesare Antonini

La Spagna partirà con la Francia a gennaio 2018 con la liquidità condivisa ma ha ancora fiducia nell'Italia. 

"Lo scenario più plausibile è una partenza a due con la Francia da gennaio 2018". La Dirección General de Ordenación del Juego ha fatto il punto della situazione sulla liquidità regionale condivisa di poker e gaming online. Secondo il Dgoj, quindi, "gli unici Paesi al momento in grado di partire con la liquidità europea sono la Spagna e la Francia".
L'authority spagnola sul gioco online ha risposto ad alcune richieste di informazioni da parte del portale Poker10. Le continue voci rimbalzate dall'Italia e i tanti dubbi suoi modi e sui tempi di come "startare", hanno generato incertezza e necessità di spiegazioni.

L'Italia sembra aver tirato già la "saracinesca" ed ecco cosa dice la Spagna sul nostro regolatore: "Il processo di liquidità condivisa è stato fermato dal Governo italiano in attesa di una risoluzione del Ministero dell'Economia alle questioni poste da molti politici e alcuni operatori del gioco fisico di abbandonare l'accordo". Insomma, da fuori ci vedono nell'empasse che ben conosciamo. Un pantano dal quale venire fuori, se manca l'appoggio politico, sarà davvero impossibile.
Ma la Francia come sta? "PokerStars.fr sarebbe già in grado di condividere tavoli ed è un segnale chiaro che se domani si dovesse partire, in Francia potrebbero avviare il tutto".
E la Spagna è pronta? "Dovremo adeguarci a questa scadenza o quanto meno non allontanarci eccessivamente da questa deadline in modo da rispettare la BOE, la risoluzione firmata a luglio. Dal mese di gennaio potremmo farcela ".
Il Dgoj e la Francia vogliono partire e hanno trovato anche il cavillo giusto per non aspettare gli altri: "Vedendo le licenze francesi si intuisce che prevedono la possibilità che una piattaforma di poker offra la possibilità di offrire tavoli condivisi a tutte le giurisdizioni incluse nel mercato regionale. Quindi un operatore specifico, per ora, potrebbe aprire la liquidità con Spagna e Francia rispettando entrambi i quadri normativi. Non è necessario il permesso di tutti i firmatari dell'accordo dello scorso luglio".
Poi si torna a parlare dell'Italia. Quanto è pericolosa la campagna anti-liquidità delle lobby del gioco fisico e delle lotterie italiane (come scrivono i giornalisti spagnoli) per l'accordo di luglio? Quali ostacoli ancora ci si parano davanti in questa fase? "Consideriamo la situazione italiana con grande cautela. In quanto firmataria dell'accordo del 6 luglio vogliamo capire quali sono le reali difficoltà e se queste possono rallentare l'attuazione del framework condiviso e se sono superabili nel breve-medio periodo. Siamo fiduciosi che questa implementazione possa essere completata in tempi ragionevoli. L'Italia è fondamentale per l'ottimizzazione dell'accordo. In ogni caso dobbiamo rispettare la gestione delle situazioni da parte di ogni regolatore che ha incontrato difficoltà nell'attuazione dell'accordo così come comprendere tutte le altre circostanze che potrebbero derivarne".
Le tasse e le differenze tra le varie aliquote sembrano rappresentare uno degli impedimenti per l'ultimazione degli accordi. Come uscirne? "Andrebbe applicata la struttura di tassazione di ciascun paese basandosi sulla base imponibile generata dai giocatori che ciascuna giurisdizione genera nei diversi tavoli indipendentemente da chi sia il vincitore. Il modello permette di tenere distinte le fiscalità indipendentemente anche dagli effetti commerciali che il disallineamento potrebbe comportare. In questo senso se la differenza tra le tasse porta a rake differenti o no la questione di ridurrebbe ad un problema commerciale degli operatori".
 
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