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Anche la Spagna è pronta e da gennaio 2018 al via la liquidità di poker online con la Francia

  • Scritto da Cesare Antonini

Ora è ufficiale: anche la Spagna ultima i preparativi per la liquidità condivisa di poker online e a gennaio 2018 si parte con la Francia.

"Oggi, 29 dicembre, il Director General de Ordenación del Juego ha firmato la risoluzione che autorizza una modalità di liquidità diversa da quella della partecipazione di giocatori spagnoli per il gioco del poker online e che modifica alcune delibere sulle attività di gioco previste dalla legge 13/2011 del 27 maggio". E' l'annuncio che arriva direttamente dalla Dirección General de Ordenación del Juego, l'authority del gioco online spagnolo che sta curando le pratiche per la shared liquidity che a gennaio 2018 prenderà il via, intanto, con l'Arjel francese.

La risoluzione entrerà in vigore appena pubblicata sul Boletin Oficial spagnolo, la Gazzetta Ufficiale, insomma, e consentirà agli operatori che hanno licenze di gioco di stato di offrire il poker online agli utenti spagnoli in tavoli e tornei in cui vi sono utenti delle giurisdizioni firmatarie dell'accordo sulla liquidità "compartida" siglato a Roma il 6 luglio 2017 nei termini stabiliti da tali mercati regolati.
Arrivano tutti i dettagli tecnici nella "Resolucion" in questione: "Il documento - spiegano dal Dgoj - stabilisce le condizioni alle quali i suddetti operatori devono subordinare la possibilità di commercializzare il gioco del poker in regime di liquidità condivisa e anche le condizioni tecniche, di controllo e segnalazione necessarie per offrire a tutti le garanzie di tutela degli utenti e di ordine pubblico".
Per l'authority spagnola è fondamentale "aumentare la sicurezza e rafforzare il mercato regolato del gioco d'azzardo e con esso la sostenibilità sociale del settore. Con la liquidità aumenta la massa di gioco e la profondità delle azioni oltre ad aumentare anche l'innovazione. E' per questo che la soglia d'attenzione deve crescere".
E si ribadisce che "dalle prossime settimane, grazie all'effettiva implementazione di questo framework in Spagna, dopo quella avvenuta in Francia, si potrà aprire la possibilità agli operatori di offrire tavoli con giocatori dei due Paesi".
E l'Italia? Nessuna risposta ufficiale, nessuna comunicazione né interna né in risposta alle sollecitazioni dei paesi firmatari dell'accordo del 6 luglio. Si ipotizza uno slittamento di un anno o addirittura ad un'archiviazione definitiva del progetto per il nostro Paese. Volontà politica più che tecnica visto che Spagna e Francia hanno dimostrato come si possa tranquillamente risolvere qualsiasi problema di natura tecnica, fiscale e normativa. 
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