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Parigi: via libera per tre anni a club di poker live

12 gennaio 2017 - 11:12

L'Assembée Nationale francese ha deciso di concedere la possibilità di aprire poker club dal vivo per tre anni a Parigi. 

Scritto da Cesare Antonini

L'assemblea nazionale francese ha approvato, in via sperimentale per un periodo di tre anni, l'apertura di poker club live a Parigi.
Un vero colpo di scena, l'ennesimo, per la capitale francese che si era vista chiudere uno dopo l'altro tutti i principali circoli di gioco con l'esplosione anche di problemi occupazionali vista la grande mole di addetti che lavorava nel Circle Cadet o nell'Haussman per passare dal Wagram allo storico Aviation Club de France che scatenò anche manifestazioni e proteste di piazza.
A rimanere aperto solo il Clichy Montmartre per agganci politici importanti, pare.
Una situazione assurda che ha creato danni per via di un monopolio dannoso per i giocatori e per l'incapacità di soddisfare la domanda. A Parigi e in periferia sono sorti tantissimi circoli clandestini al di là del controllo della polizia e non soggetti, ovviamente, a nessun tipo di prelievo erariale. A differenza dell'Italia, come vedremo, la Francia ha subito reagito, almeno a Parigi visto che c'era l'occasione delle modifiche allo statuto della capitale.


Cosa cambia quindi? Come detto l'Assembée Nationale ha autorizzato tre anni di aperture di circoli di gioco e di poker live. Non saranno circoli ma club. Al di là del nome la forma sarà quella di società commerciali che beneficeranno di una licenza di esercizio.
Il vecchio statuto delle associazioni risalente alla legge del 1901 sarà abbandonato. Il testo vietata ai circoli di generare profitti e costringeva i dirigenti delle associazioni a fare percorsi tortuosi a livello contabile e legale per rispettare tali dettami. Con questo nuovo status le cose saranno più chiare e potranno essere generati profitti.
Tuttavia se la Francia sembra più reattiva dell'Italia sul tema poker live, a livello politico i problemi sembrano essere gli stessi. Tradizionalmente la sinistra si oppone al gioco in generale. La destra in questo caso vede una bella occasione per attaccare la politica municipale parigina di stampo socialista che sembra contrastare questo progetto.
Tuttavia l'aperturam delle case da gioco sarà un grande vantaggio per la città che vedrà affluire nelle casse cittadine una vera e propria manna finanziaria.
Ma la battaglia non rischia di essere solo politica: i casinò ovviamente diranno la loro. Su tutti il Casinò di Enghien che si trova a 40 minuti da Parigi che non vede di buon occhio l'apertura di poker club nella capitale. Ovvio.
A meno che i proprietari dei casinò non siano invitati alla 'festa' magari in veste di concessionari, gestori o organizzatori.
Bisognerà vedere anche quali saranno i giochi che sarà possibile offrire: il poker è meno redditizio e le slot sono escluse. Almeno ci vorrebbero alcuni table games come il black jack, il baccarat o l'Ultimate Texas Hold'em.
Intanto c'è chi si sta mobilitando: uno dei responsabili del Cercle Clichy Montmartre era alla caccia di un locale di 1.000 metri uadrati. Così, tanto per dire.

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