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Il dress code che fa a botte con i conti in rosso: i casinò italiani colpiscono ancora

  • Scritto da Cesare Antonini

Il dress code dei casinò italiani ogni tanto spunta fuori e produce problemi allontanando giocatori e poker players. 

Conti in rosso, tavoli vuoti, difficoltà a erogare stipendi (ancora faraonici) poi, per uno zainetto che era già entrato nella sala da gioco, un casinò italiano rischia di perdere un altro ottimo cliente anche se è un giocatore di poker. Lo sfogo di Carlo Savinelli, top grinder e top reg cash e mtt live italiano in grado di farsi rispettare anche all'estero su diversi palcoscenici, ha fatto tanti proseliti sui social network, affossando l'immagine dei casinò italiani per l'ennesima volta. Già, l'ennesima volta.
E se al Casinò Perla di Nova Gorica ci è sembrato di intravedere un nuovo dress code che presto si adeguerà (incredibile!) a quelli anacronistici rimasti in vigore a Sanremo.

Ricordiamo Riccardo Lacchinelli dare uno smacco ai portieri in un evento live quando, respinto in piena estate, per aver indossato un paio di bermuda sotto il ginocchio, acquistò due paia di pantaloni in una boutique del corso della città dei fiori.
 
Stavolta è toccato a Carlo Savinelli che esordisce chiaramente in un suo post con: "Mi ero promesso di non scrivere più niente sui casinó comunali italiani. Ma dopo 2 trasferte a Sanremo anche un monaco tibetano perderebbe la pazienza".
Tutto questo dopo alcuni giorni in cui Carlo aveva prodotto rake, pagato l'iscrizione al torneo e sicuramente consumato anche al bar, ai ristoranti. Insomma,  comportandosi come un ottimo cliente. "Esco dal torneo mi serve la tessera di ingresso per ritirare il premio. Ho perso la tessera non mi possono consegnare il premio dico ok, mi indirizzano ad un desk dove il dipendente non c’è , vado all’altro desk mi mandano al primo piano, inizio a sentirmi come Banana Joe al rinnovo del passaporto ma mi ripeto “Carlo Respira". Mentre mi fanno la tessera la tipa del desk mi dice che non sarei potuto entrare con la borsa, le rispondo che sono entrato con la borsa, mi risponde non mi interessa, lei non può bypassare le regole. Decido di gamblarmi il ban dicendo che probabilmente lei non sa nemmeno cosa significa in italiano bypassare. E che essendo entrato con il consenso del dipendente non ho bypassato niente. Alla fine lascio la borsa al dipendente (guardaroba al primo piano chiuso) ritiro il premio e vado via".
Lo sfogo di Savinelli continua considerando quello che poi tutti i players confermano e condividono: "Ma io dico un Casinò che fa 'meno' a bilancio da anni, serve più come ammortizzatore sociale che come Casinó, alla apertura il personale è tipo 3:1 rispetto i clienti si può mai permettere di avere tanti dipendenti perennemente con il mestruo e regole a dir poco ridicole.
 
Non si può entrare in pantaloncino.
Non si può entrare in tuta.
Non si può entrare con la borsa.
 
Ora per la loro condizioni queste regole/problemi sono ridicole ma qualcuno potrebbe obbiettare che essendo un casinó sono regole per selectare persone di un certo tipo. La minima puntata alla rulla è 2 euro. Cioè ma un manager che non fa entrare in estate con il pantaloncino ( al ginocchio ) e poi mette la puntata minima a 2 euro che problemi ha di preciso? No perché se ci mettono mio nonno con la 5 elementare farebbe di meglio. La cosa tiltante è la saccenza di alcuni dipendenti e le loro risposte, senza contare che alcuni ti fanno entrare con lo zaino altri no, stessa cosa se ti presenti con la tuta. Ecco mi sono liberato ed ho cominciato a detiltare, ora bannatemi pure".
 
Parole dure ma, inutile nascondersi. Invece di aprire le porte, specie in una città aperta, viva in alcuni periodi dell'anno, come Sanremo, si alzano barriere proprio all'ingresso. Non è possibile rimanere ancorati a dress code di un'epoca che non esiste più da ormai 20 anni. Neanche i grandi imprenditori si vestono ormai in giacca e cravatta per entrare nei casinò. Figuriamoci i giovani top grinder che si qualificano online per i grandi tornei online. Eppure durante l'Ept di Sanremo degli anni gloriosi erano in tanti i top player gonfi di soldi che ancora tutti rimpiangono. In quel caso poche, furono, le problematiche all'ingresso. Ora che il casinò è spesso vuoto e da anni ha perso i fasti dei primi tempi del poker live oltre a quelli della sala da gioco, si ritirano fuori le regoline del dress code. E, cosa ancora peggiore, c'è chi le rispetta come dogmi imprescindibili e chi no. Ripetiamo, parole dure, quelle di Savinelli, uno sfogo fuori dai denti. Ma come dargli torto?
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