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L'Italia del poker live per un weekend si trasferisce all'estero

  • Scritto da Cesare Antonini

Dei 4 casinò solo due funzionano per il poker live e i players costretti a spostarsi a Rozvadov, Barcellona o Slovenia per eventi low buy in. 

Weekend senza grandi eventi in giro per l'Italia e gli appassionati e i pro del poker live di casa nostra sono "fuggiti" all'estero per giocare alcuni ottimi eventi che il nostro Paese rischia di non poter più offrire. In Slovenia il torneo più "italiano" con l'Isop Championship ma, per il resto, trasferte tra Barcellona e Rozvadov per chi voleva giocatre tornei low buy in e non certo eventi major o high roller.
A Saint Vincent si va avanti con tanti garantiti, sia chiaro, mentre Sanremo viaggia un po' a fari spenti (a livello di comunicazione chi li ha visti??) e con lo sguardo forse rivolto un po' più verso la Francia. Per il resto, circoli a parte di cui non possiamo parlare per ovvi motivi, Campione d'Italia è chiuso ancora e la situazione si aggrava mentre Venezia continua a ignorare (inspiegabilmente?) i tornei di poker dal vivo.

Fatto sta che l'Italia centra risultati al Wsop Circuit a Rozvadov che fino allo scorso anno aveva ben due tappe in Italia e quest'anno solo una con un 2019 a rischio "zero", e anche a Barcellona dove abbiamo piazzato tante "bandierine" con quattro players al tavolo finale. E, come detto, sono tutti eventi che in Italia reggerebbero benissimo. Il problema di questo weekend, infatti, non è stato di certo organizzare format di questo tipo. La criticità vera è che mancano le location. Saint Vincent con De Vere Concept il suo lo sta facendo e, come detto, sia lì che a Sanremo, comunque, i tornei continuano. Organizzare eventi ogni settimana è proibitivo ma con 4 casinò a regime più la Slovenia e, magari, San Marino, l'Italia potrebbe supplire alla domanda facendo poi crescere anche l'offerta ai giocatori esteri. Il Poker Concept ha iniziato ad attrarre qualche gruppo estero dalla vicina Francia, dalla Svizzera e da altri Paesi. L'IPO e Campione d'Italia avevano percentuali altissime di giocatori esteri. Sanremo, come detto, ha aperto i suoi varchi d'accesso ai giocatori francesi anche perché l'organizzazione è "targata" proprio "Fr".
Difficile porre soluzioni a questa situazione: non dipende certo dalle organizzazioni e dai players. Seguendo i vari report ed eventi indubbiamente queste evidenze hanno fatto riflettere e non potevamo soprassedere.
Non vogliamo riniziare con la solita invettiva contro il management delle nostre case da gioco incapaci su tutti i livelli. La speranza, almeno, è quella di riottenere Campione d'Italia ma la gestione del caso fa venire i brividi: dipendenti tutti licenziati, i danni alla struttura aumentano di pari passo coi giorni di chiusura ma nessuno se ne preoccupa e la politica se ne sta letteralmente infischiando. Ok, il gioco è il male del secolo peggio di inquinamento, droga, fumo e alcol ma così state sfiorando la delinquenza.
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