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Hampshire e Wire Act, ecco perché essere contenti per l'industria del poker online mondiale

La nuova pronuncia sul Wire Act dalla Corte del New Hampshire un gran colpo per il poker online interstatale, un successo per il movimento mondiale. 

La nuova interpretazione della Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del New Hampshire sull’Interstate Wire Act è una grande vittoria per il poker online e per il settore in generale. Prima di approfondire la questione, infatti, dobbiamo pensare che fare il tifo su tutti i livelli per la liberalizzazione e l’interconnessione del gioco online deve essere sempre al primo posto degli addetti ai lavori e, ovviamente, anche per i players. Il perché è semplice da intuire ma ci torneremo tra un attimo. Prima cerchiamo di capire cosa sia successo di preciso nel new Hampshire.

La pronuncia della Corte Distrettuale ha evidenziato che il divieto insito nel Wire Act si applica solo alle "attività associate al gioco d'azzardo sportivo" e non alla vendita interstatale di biglietti della lotteria online (come il Powerball). Questa decisione mette in dubbio la nuova e più ampia interpretazione del Wire Act adottato dall'amministrazione Trump in un memorandum del novembre 2018, che metteva fortemente a rischio le legislazioni nazionali di poker online e poi la condivisione delle liquidità nazionali come avviene già tra New Jersey, Nevada e Delaware. Sempre in attesa di stati importanti come Pennsylvania e West Virginia che possono rompere gli indugi e passare all’operatività dei loro mercati già approvati.

In realtà dovrebbe cambiare molto poco nello scenario federale e a livello di singolo stato. Secondo gli analisti Usa, per gli operatori di poker online, la decisione del tribunale di lunedì rappresenta quasi la vittoria più grande che si possa immaginare in questa fase del contenzioso. Prima del memorandum del novembre 2018 dell'amministrazione Trump, gli Stati Uniti che avevano legalizzato il poker online, tra cui Delaware, New Jersey e Nevada, avevano adottato misure per consentire i pool di poker interstatali, che avrebbero consentito agli operatori licenziatari di offrire concorsi attraverso linee statali. L'ampia interpretazione della Wire Act da parte dell'amministrazione Trump ha tuttavia messo in dubbio il fatto che le società online che offrivano concorsi di poker interstatali potessero davvero farlo senza violare la legge in questione. Tuttavia, poiché il poker non è chiaramente "associato al gioco d'azzardo sportivo", la decisione del tribunale di lunedì sostiene chiaramente la legalità dei patti di poker interstatali, aprendo la strada all'ulteriore crescita del poker online su base nazionale o interstatale, appunto.
 
Per gli operatori del gioco d'azzardo sportivo, la decisione di lunedì è legalmente neutrale, ma non proprio auspicabile e la decisione della corte federale di lunedì non aiuta la posizione legale dell'industria. Sotto ogni immaginabile interpretazione del Wire Act, compreso quello adottato il lunedì dalla Corte Distrettuale degli Stati Uniti, il gioco d'azzardo sportivo da uno stato all'altro rientra chiaramente nell'ambito del Wire Act. Quindi, mentre la decisione del tribunale di lunedì sembra benedire la legalità dei patti di poker interstatali, non fa nulla per sostenere la legalità dei patti di gioco d'azzardo per sport interstatali.
 
Un passaggio interlocutorio per scommesse e Daily Fantasy Sports, una via libera per le lotterie statali col poker che, suo buongrado, rimane comodamente sullo sfondo e si mette alla finestra.
Pronuncia da festeggiare, quindi? Come detto un poker online forte in America e in generale che si sviluppi sempre di più in aree come il Brasile e in Asia è qualcosa assolutamente da auspicare e, laddove possibile, da sostenere. Grazie a Chris Moneymaker e gli investimenti su larga scala dei colossi del poker sviluppatisi in Usa siamo riusciti ad avere un gioco così forte per tanti anni e che potrebbe anche tornare a risplendere qualora il settore a livello mondiale cresca come le previsioni dicono. Il bacino d’utenza più forte è senz’altro l’America ma occhio anche a Sudamerica e Asia, come detto, dove possono scatenarsi molti investimenti.
Se l’Italia riuscisse ad aprire le porte ai tavoli di poker online forse ne gioverebbero tutti. Intanto speriamo che il vento soffi forte sul fuoco della crescita del settore in ogni parte del mondo. Il “giochino” è vivissimo, vedi Big50 e, come li abbiamo definiti la scorsa settimana, i nostri eventi in “scala da 1 a 10”. Avanti così.
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