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Il poker live non esce dal suo 'limbo' da 10 anni: a rimetterci è sempre la collettività

  • Scritto da Cesare Antonini

Ennesima beffa per un club di poker live cui viene ordinato il divieto: l'Italia è ancora nel limbo e da 10 anni non decide. 

Arriva l’ennesima ordinanza di un ente locale che vieta, tutto d’un tratto, la possibilità di giocare a poker live. L’ennesimo “campanile” o “parrocchia” o “sceriffo” che, si sveglia, e, da un giorno all’altro (in questo caso dopo ben 9 anni) decide che il poker sportivo o “Texas Hold’em” è vietato. Il caso specifico l’abbiamo già annunciato nel weekend che precede questo editoriale settimanale. E’ successo tutto nel comune di Lonato del Garda in provincia di Brescia che ha notificato al circolo privato di via Battisti Imperium Lonato, il “divieto d’installazione di nuovi apparecchi per il gioco lecito ed inibizione all’esercizio della disciplina del Poker Sportivo (Texas Hold’em)”. L’ordinanza arriva dall’area amministrativa settore commercio del centro cittadino bresciano e ha sconvolto la community del poker locale.

Abbiamo pubblicato la reazione del club che ci ha poi chiesto di aspettare per tornare sull’argomento visto che tutto è in mano ai legali e che annunciano ricorso.  “Assolutamente certi che l’attività svolta sia del tutto legale e consentita (alcune sentenze di Cassazione lo stabiliscono in maniera molto chiara!) faremo ricorso contro tale ordinanza . Siamo però molto dispiaciuti del fatto che durante questo periodo, ovvero durante l’attesa che l’organo competente si pronunci, sospenderemo l’organizzazione dei suddetti tornei”, hanno assicurato dal club di Lonato.

Purtroppo, come al solito, nessuno ha torto e nessuno ha ragione. Nel limbo in cui si trova il poker da vivo è impossibile avere certezze. Solo chi ha una sentenza passata in giudicato o (ma è rarissimo) un foglio firmato da Questore o area amministrativa comunale, può stare “tranquillo”. Non citiamo gli esempi per non attirare controlli e blitz. Visto mai.
Non siamo complici di nessuno: sia chiaro. Vorremmo, quello sì, avere chiarezza come tanti organizzatori e anche tantissimi players, vorrebbero. C’è una legge? Che si regolamenti. C’è l’idea di riordinare il settore del gioco? Che si comprenda anche il poker live. Non è esso un luogo di gioco? Assolutamente sì. E allora perché si continua ad ignorare sbandierando, però, la volontà di difendere il consumatore e il malato di gioco? Questi sarebbero cittadini e malati di serie B?
L’Italia non si smentisce mai come Paese in cui il provvisorio diventa la normalità e fa spesso giurisprudenza. Purtroppo questo circolo dovrà fare ricorso e spendere soldi e farli spendere allo Stato e quindi alla collettività. Per cosa? Per far emergere ancora una volta la problematica del grande casino che coinvolge il settore del Texas Hold’em sportivo dal vivo. Il brutto è che sono 10 anni che si continua a nascondere la polvere sotto il tappeto. Tanto a rimetterci, semmai, sono sempre i cittadini, mica i politici o chi amministra i territori.
Non vogliamo ripeterci sempre ma nella vicina Francia, specie a Parigi, i club di poker live sono spazi di gioco normalissimi e per di più controllati e controllabili. E anche location di un certo rilievo. Si vuole uscire dalla “bisca”, concetto ormai anacronistico e inesistente? Che si prenda coraggio e si normi il settore. Anche perché quelli di Lonato ribadiscono una grande verità: “Qualcuno tra l’altro spieghi loro perché nella nostra provincia , in Lombardia e su tutto il territorio nazionale sono presenti centinaia di circoli dove si gioca a Texas Hold’em!”. Vostro Onore, non abbiamo nulla da aggiungere.
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