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I record del 50ennale Wsop non sono la svolta del poker mondiale ma la strada da seguire

  • Scritto da Cesare Antonini

Il main del 50ennale delle Wsop è un risultato storico nelle condizioni in cui vive il settore oggi e insegna la strada della qualità per ripetere il successo. 

Ci sono più poche parole per celebrare la meravigliosa performance del 50ennale delle World Seres of Poker. Il main event 2019 sarà pure il secondo della storia dei campionati del mondo ma, 13 anni dopo il boom del poker, organizzare un torneo da 10mila dollari di buy in e raccogliere 8.569 entries in condizioni totalmente diverse è davvero un risultato storico. Lo squillo delle World Series è che il poker è vivissimo ma ha bisogno di qualità, eventi, condizioni ottimali per i players in location attrattive proprio come Las Vegas. Non sarà record ma crescere di quasi 700 entries "year over year" è un altro risultato incredibile. 

Quello che fa più riflettere e che abbiamo già evidenziato a metà schedule 2019, è che il main event è l'evento numero #73 di 90 in programma. E dopo 74 eventi sono stati totalizzati 166.576 entries e 249.061.945 dollari in premi distribuiti. Qualsiasi tipo di record è stato frantumato già a metà schedule e ora c'è la certificazione che l'ottima performance del 2018 è stata battuta quando fu centrato questo rapporto entries/prize pool: 123,865/$266.889.193.

Può essere un nuovo punto di partenza per il poker mondiale? Rispondere a questo necessiterebbe di qualche centinaio di pagine di valutazioni e analisi, e non credo che abbiate tempo di leggere un nostro panegirico sul futuro dell'hold'em sul pianeta Terra. Ma dovessimo darvi un'idea di quello che pensiamo diremmo che, no, cambierà molto poco per il poker a livello mondiale.

I venti di proibizionismo in Europa (Italia su tutti i Paesi), bilanciati dalla liquidità di poker onlin avviata  tra tre stati membri e ancora in fase di sviluppo, non ci offrono proiezioni così rosee.Le Wsop 2019 raccolgono i frutti di un lavoro pluriennale e che hanno visto nel main una crescita importante dai 7.221 entries del 2017 ai 7.874 del 2018 fino al boom di quest'anno. In mezzo c'è un altro main che segnò la ripresa delle World Series, che fu quello con Jonathan Duhamel da 7.319 entries.
Un lavoro continuo fatto di un costante aggiornamento sulle strutture, cercando di intercettare molto i gusti dei players in giro per il pianeta e osservando gli altri circuiti. Dentro gli high roller, dentro lo Short Deck, aumentati gli stack, inseriti anche alcune prize pool garantite. Il menù delle Wsop del 2019 pare abbia raggiunto la perfezione. I numeri lo stanno già certificando. E anche i numeri dei circuiti paralleli lo dicono: alcuni tornei sono stati comunque ottimi ma se prima qualcuno riusciva a prendersi qualche posizione nelle quote di mercato del live a Vegas durante le Wsop, quest'anno è stata davvero dura.
Facciamo quindi i complimenti ai manager delle World Series che conosciamo (quasi tutti) e coi quali abbiamo avuto anche il piacere di collaborare: Ty Stewart, Jack Effel, Gregory Chochon, Seth Palanski e il nostro italiano, Simone Ricci, che ha contribuito molto all'opera lavorando sulle sponsorship e sugli eventi internazionali.
Ora la sfida sarà organizzare le Wsop del 2020 forse con qualche difficoltà in più a livello societario. Ma per quello c'è ancora tempo (poco comunque) per pensarci. Intanto che si festeggi e si pensi a chiudere in bellezza! La casa del poker è sempre più Las Vegas.
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