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Come va il poker live? Bene, anzi benissimo, ma non si gioca in Italia!

  • Scritto da Cesare Antonini

Il punto sul poker live: come va in Italia? Bene, anzi benissimo, ma non si gioca in Italia. 

Il poker live come va? Bene, anzi benissimo. Ma non in Italia. Stavolta non c'entra il Dl Dignità o chissà quale bugia prodotta sul settore del gioco. Ad una domanda del collega Matteo Torrioli nel corso di un'intervista radiofonica nel corso del programma “L'Italia s'è desta” di Radio Cusano Campus sul gioco dal vivo, ecco che scatta la riflessione. E ora come la affronto la situazione? Non per Matteo che il settore lo conosce fin troppo bene ma per il pubblico. Soprattutto generalista.
Da dove partiamo? La questione non è mica semplice.

E' bastato guardare ad una settimana fa, a quella che è appena finita e alle prossime. Dal record del Perla Resort con l'Euro Poker Million all'ottima performance della Notte degli Assi al King's Resort di Rozvadov, fino ad arrivare alla fine del mese quando andrà in scena l'Italian Poker Open a San Marino che si preannuncia, come al solito, frequentatissimo e con un altro bel montepremi garantito. Basta quindi tirare una linea e trarre le ovvie conclusioni: tre tornei nati e cresciuti in Italia e creati e organizzati da manager italiani che si stanno svolgendo (in realtà ormai da anni) ormai tutti in case da gioco estere anche se strettamente connesse al territorio italiano. Pazzesco no?

Ora un ascoltatore cosa potrebbe pensare? Come mai? Per voi lettori appassionati di Gioconewspoker non riapriamo i file relativi al poker nei club e nei casinò italiani autorizzati e legali. Li conoscete fin troppo bene. Ma la reazione è sempre la solita, di sbigottimento, di stupore. Incredibile ma vero. Solo in Italia si tiene ai margini un movimento che sposta economie per casinò, erario, hotel, ristoranti, bar, negozi, taxi, trasporti, servizi della più svariata natura. Ma come ci siamo ridotti a questo punto? Ripeto, la situazione la conosciamo fin troppo bene e ora basta.

Alla fine, se al nostro regolatore e ai nostri casinò va bene così non possiamo farci niente. Anzi, a due passi dall'Italia (per San Marino e Nova Gorica ma anche per Lugano e altre location sono davvero pochi chilometri dal confine) si può giocare senza problemi, nel pieno della leagalità, senza limiti di orari a fine serata col rischio di fare deal dopo un torneo magari bellissimo ed emozionante, e senza neanche problemi di tasse, pensate un po'. Col massimo del comfort in alcune strutture resort che fanno felici e premiano i giocatori di un certo livello e che danno la sensazione dell'esperienza top ai recreational.
Quindi queste righe, più che un tentativo di far tornare il poker nei confini italiani (anche se volessimo le opzioni sono davvero pochissime) è una fotografia di uno status quo che potrebbe andare avanti per anni, anche se c'è sempre stato, e che alla fine ci va bene, anzi benissimo. Anche perché ormai, la lezione, difficilmente l'Italia la imparerà.
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