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Leon Tsoukernik sconvolge il poker live d'Europa: quale futuro per Praga, Rozvadov e il progetto King's?

  • Scritto da Cesare Antonini

L'acquisto del Casino Atrium di Praga da parte del gruppo di Leon Tsoukernik apre scenari importanti per il poker live internazionale. 

E se fosse tutta una mossa per conquistare il poker europeo e riportarlo al centro di Praga? Tutto sotto la firma "King's", ovviamente? E Rozvadov che fine farebbe? Possibile che Leon Tsoukernik l'uomo che sta dietro a tutta questa storia disintegri un lavoro di ben 16 anni tra lavori, investimenti e marketing? Noi pensiamo di no ma vediamo gli scenari che si stanno profilando. 

Sono le stesse domande che vi siete fatti alla pubblicazione della news sull'acquisto da parte di Leon Tsoukernik del Casinò Atrium, una piccola casa da gioco che sta sotto all'imponente plesso dell'Hilton di Praga, dove si gioca l'European Poker Tour ormai da anni? Crediamo proprio di sì. Comunque vediamo quello che riusciamo a mettere in fila come rumours e news e vediamo quale scenario delineare.
Quello che fa riflettere e che ci ha ricordato insieme a tante altre cose un manager italo-ceco e vicino ai casinò, Paolo Mattioni, è che Leon c'aveva già provato in passato, fallendo, col King's Praga. Che l'acquisto dell'Atrium sia una specie di rivincita e che riveli il vero obiettio di Tsoukernik: sviluppare il grande poker al centro di Praga? Quella è la sede dell'European Poker Tour e alcuni rumours lasciano intendere che l'operazione di Leon sia stata cruciale per non tagliare fuori il mercato ceco dal King's di Rozvadov. Avere un'offerta simile a quella di Roz ma non più a un'ora e mezza di macchina dall'aeroporto può spostare abbastanza. Chi andrebbe a giocare in un posto sperduto nelle montagne seppur l'esperienza per il player è di altissimo livello, come intendiamo ribadire? Ma immaginate la stessa cosa replicata a Praga? Addio qualsiasi altra location!

Quindi Leon avrebbe "passato la briscola quando un altro imprenditore stava mettendo un carico pesante sul piatto". Ora è scacco matto ma la curiosità di come intenderà andare avanti il collezionista del King's è enorme. Tutto lascia pensare che nei giorni dell'European Poker Tour si saprà tutto. Alcuni uomini di Leon sono già a Praga da prima che venisse diffusa la news del deal con l'Atrium. Va discusso il contratto dell'Ept con PokerStars e The Stars Group Flutter per i prossimi cinque anni. Un accordo cruciale per il futuro dell'investimento di Tsoukernik. Il rapporto con partypoker e l'amico Rob Yong potrebbe un po' complicare le cose? Così come quello con le World Series of Poker? I brand sono assolutamente conflittuali e si muovono per esclusiva. PokerStars Live non mollerà mai la location di Praga che, con Barcellona e Monte Carlo, è l'unica fissa da anni ed è un must per i players europei. Leon non è un tipo "geloso", crediamo, e fare un deal riservandosi poi altre date durante l'anno non rappresenta un problema. E se il casinò Atrium si dovesse sviluppare in un certo modo, tipo il King's, (ma non sappiamo ancora nulla del business plan in questione) allora ci guadagnerebbe anche PokerStars. Avere una location aperta durante tutto l'anno e funzionante con i ritmi imposti da Leon in questi ultimi anni a Rozvadov, sarebbe un vantaggio per tutti, anche per room dalla "picca rossa".
Intanto va anche aggiornata la posizione di Leon che si è dimesso da Ceo del King’s passando il testimone a Michal Hanzík ed è rimasto come proprietario e membro del board di supervisione della sala di Rozvadov ma si è dimesso da ceo. Risulta essere amministratore delegato inoltre della catena di hotel Vestar Group.
Concludendo ed avendo visto come Leon sta costruendo "stile Monopoli" stabili e case tutte intorno al King's dove gestire l'overbooking dell'hotel che capita sempre più spesso, sarà difficile che lasci cadere tutto così. Anche perché la posizione per raccogliere players da Germania, Polonia, Repubblica Ceca e tanti altri paesi compresa l'Italia, rimane ottima. E che Praga ha milioni di visitatori e turisti con frequenze pazzesche. Forse la nostra mente è fin troppo limitata a livello imprenditoriale per vedere dove Tsoukernik e i suoi hanno già visto.
Intanto ha piazzato un'altra pedina importante. E se vedremo investimenti diversi all'Atrium che per ora non ha nulla a cui spartire con Rozvadov, almeno per quel che riguarda il poker, allora avremo un quadro più chiaro della situazione. In ogni caso questo signore riesce sempre e comunque a dare un colpo pazzesco al nostro settore. E va sempre ringraziato. Non c'è dubbio.
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