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Spagna e Italia, inversioni di tendenza tra poker e casinò online: l'ennesima beffa per il nostro Paese

  • Scritto da Cesare Antonini

Senza liquidità condivisa meno tutela ai players: su i casino games giù il poker. La Spagna chiarisce tutto. 

I dati del poker online spagnolo fanno riflettere sulla solita convenienza della liquidità condivisa tra i paesi firmatari del famoso deal di Roma che solo il nostro paese non ha seguito nella pratica. Quelli che abbiamo disposizione a fatica dagli operatori, segnano il continuo declino di questo gioco che, invece, sembrava utile e cruciale per reperire nuovi utenti e clienti. Ma non vogliamo rilanciare la liquidità online, tema ormai fermo, trito e ritrito e il quale non abbiamo alcuna novità.
Quello che ci ha fatto riflettere dai dati del gioco online iberico usciti in questi giorni riguardo il terzo trimestre 2019, è il boom dei tornei, l'aumento graduale del cash game a fronte di un calo dei casinò games. Dinamica totalmente inversa in Italia dove, invece, i casinò online crescono e trainano il gambling online percentuali di crescita esponenziali, mentre il poker è ridotto al lumicino: basti pensare che la raccolta trimestrale tra i due Paesi sta per arrivare ad un gap di 70 milioni tra i 240 della Spagna e i 170-180 dell'Italia mentre tiene botta il cash game italiano che, solo a ottobre, ha fatto girare 174,5 milioni contro i 300 milioni trimestrali della penisola iberica.

Ma quello che vogliamo sottolineare è l'ennesimo controsenso della politica italiana che blocca operatori e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli creando l'unica problematica che è proprio quella che non dovrebbe nascere: non ce ne vogliano i produttori di giochi di casino online ma dare campo libero a questo verticale rispetto al poker dove l'abilità è decisamente più elevata, sembra l'ennesima beffa al settore. Se si professa la lotta alla ludopatia si dovrebbe aiutare il poker in modalità torneo che potrebbe crescere solo grazie alla condivisione delle piattaforme europee: più field, più action, più raccolta e più spesa. Un segno più che si tradurrebbe inevitabilmente in un segno "meno" nei confronti di altri giochi in cui la varianza statistica non è un elemento da combattere, come nel poker, ma una base che genera la totale aleatorietà di alcuni prodotti di gioco.

Ecco perché fa rabbia vedere queste tendenze mentre la demagogia e la falsità di alcune posizioni politiche continuano a spingere sempre e solo sugli stessi tasti. Intanto siamo a fare i conti con l'ennesima manovra fiscale in cui si combatte la ludopatia e si tutelano i consumatori aumentando il prelievo ai patologici e finanziando un terzo dei conti di Stato proprio con le nostre tasse. Si dice che le bugie hanno le gambe corte ma per il gioco e il poker, il cielo non sembra schiarsi mai.
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