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Poker online 2020, una notizia brutta e una (forse) buona

  • Scritto da Cesare Antonini

Grande incertezza per quello che sarà l'andamento del poker online nell'anno che sta per iniziare.

 

Difficile fare delle previsioni per il 2020 del poker online “dot it”. Almeno se queste stesse dovessero essere ottimistiche. Per quanto riguarda quelle negative, beh, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Partiamo da queste. Prima la notizia brutta, poi, speriamo, quella buona.

I dati di dicembre 2019 devono ancora arrivare ma il trend per Cash game e Tournament online è sempre quello. Il calo è costante e, adesso, anche gli mtt sono costantemente in calo dopo qualche piccolo segnale di crescita. O almeno di leggera inversione di tendenza. Difficile rianimare una lenta agonia che va ormai avanti da anni. Dalla maturità di un prodotto che aveva vissuto un boom pazzesco nei primi anni del lancio dell’offerta legale in Italia, il calo era normale ma poi il regolatore non è stato in grado di fare l’unica cosa che doveva: la condivisione della liquidità con gli altri paesi Ue. O meglio, senza ripercorrere tutte le tappe della storia del settore, due anni e mezzo fa l’accordo per la pooled liquidità c’era stato e l’aveva proposto proprio l’Italia. Poi, per spinte politiche e lobbistiche, non se n’è fatto più nulla. Non c’è stato né un sì né un no con gli altri Paesi stupiti del fatto che il nostro non aveva neanche risposto in maniera affermativa o negativa. Il mondo del gioco pubblico italiano, purtroppo, è condizionato più dall’inazione che dall’azione. In questo mettiamoci anche il Dl Dignità che ha scoraggiato investimenti e room anche locali per l’impossibilità di fare promozione e, quindi, affiliazione. Dura fare impresa e per il gioco in sé per sé è ancora più dura.

Fatto questo quadro è davvero dura pensare positivo ma, pensiamoci. Proviamoci.

L’ultimo incontro tra regolatori ha visto partecipare nuovamente l’Italia. Il nuovo corso dell’ufficio online dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli potrebbe riaprire qualche speranza per l’ingresso nella liquidità condivisa? Uno spiraglio potrebbe aprirsi ma, come al solito, ci sono altre problematiche e priorità davanti. Innanzitutto va capito il nuovo sostituto del numero uno di Adm, Corrado Mineo, in uscita nell’infinito valzer di poltrone tra Lega (prima) e M5S e Pd (adesso). Se il governo regge alla verifica di gennaio e alle continue fuoriuscite di parlamentari allora potrebbe arrivare il nuovo sottosegretario del Mise con delega ai giochi, Pierluigi Baretta in pole position, che riaprirebbe l’infinito dialogo con il settore. Ma sono tante le tessere del mosaico da incastrare per uno sviluppo che, invece, dovrebbe essere semplice, diretto, facilissimo da attivare. Sia per le room che per i governi.

La storia è sempre quella. E’ più un problema politico e mediatico. Il buon senso vorrebbe, invece, che si impedisse la continua fuga di poker players dall’Italia, verso Vpn e trasferimenti realmente fisici di grinder online. Ma l’adesione alla liquidità verrebbe vista più come un allargamento dell’offerta del “male del secolo” per molti politici, il gioco, piuttosto che per uno sviluppo naturale di un gioco che ha bisogno di un certo ecosistema per poter, se non altro, sopravvivere.

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