Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

L'ennesimo Dpcm mette a rischio anche il pokerino tra amici?

  • Scritto da Cesare Antonini

Il nuovo Dpcm del Governo Conte prevede limitazioni alle feste private e anche il pokerino settimanale tra amici potrebbe essere nel mirino dei controlli. 

Un Dpcm al giorno toglie l’ansia di torno? Macché, tutti i santi days a parlare di lockdown, di crisi, di pandemia e terapie intensive non fa benissimo all’umore e soprattutto alla programmazione di qualsiasi evento che prevede la presenza di decine di persone. Ma non ci saremmo mai sognati di dover poter far fronte alla possibile effrazione delle forze speciali mentre siamo intenti a mangiare o giocare a Risiko coi parenti e gli amici, o, ancora peggio, fare il classico pokerino settimanale in casa.

Già da stasera, lunedì 12 ottobre, ha detto il presidente del Consiglio Conte, potrebbero uscire le nuove regole tra cui il divieto di feste e cene private in casa. Come al solito gli stessi politici e i media, e tutti insieme malvagiamente sui social, hanno iniziato il balletto di limiti, orari, numeri, chilometri orari di corse e passeggiate. E la prima ipotesi pare che saranno al massimo 10 i “papabili” che potrete invitare in casa. Scelta piuttosto bizzarra ma che farebbe comunque sopravvivere un tavolo da 8-9 se non 6max. Poker live home game salvo, quindi?

Stiamo ragionando per assurdo perché, credo condividiate, l’assurdo sta per piombare nelle nostre case. Piccolo inciso, infatti: abbiamo visto alcuni comuni diventare zona rossa per 20-30 o 40 contagi. Quindi il Governo ci sta dicendo che possiamo contagiarci serenamente in casa e con 3-4 cene alcune zone potrebbero essere chiuse?

Ma il colmo si raggiunge quando il Ministro Speranza, da Fabio Fazio, ha lasciato intendere che il mandato di perquisizione per sgominare una carbonara tra amici o una temibilissima partita a Monopoly, può essere firmato anche dal vicino “spione” e “rompi”. E con tutto l’odio sociale che c’è sul poker, figuratevi cosa potrebbe succedere per chi si sta giocando 10 euro a stack e si vede piombare le forze dell’ordine in casa? Cosa spiegherebbero? Verrebbero denunciati per assembramento ed epidemia colposa (ma su dai!) o per gioco d’azzardo illegale?

Non vogliamo essere denunciati per istigazione alla bisca ma veramente siamo a questi livelli? Massimo rispetto per chi si è ammalato, per chi ha avuto i cari defunti per coronavirus e per mano del virus stesso, e ci sta bene anche che si prevenga in ogni modo qualsiasi misura ancora più restrittiva, ma quante sono le contraddizioni sul cosiddetto “modello Italia” che ora si vanta di avere ottimi dati ma poi torna alle misure draconiane di marzo e aprile?

Viene da pensare ai sacrifici fatti dagli italiani che poi, da giugno a fine settembre, sono stati mandati senza controlli dappertutto in vacanza e per strada, e anche a quello che ha fatto lo Stato: ancora mancano i tamponi, i vaccini influenzali, le terapie intensive non sono cresciute come promesso, la Sanità in alcune zone vacilla e se la scuola è stata alla fine riaperta con dignità, i trasporti pubblici rischiano di rendere vano qualsiasi sforzo.

Qui dobbiamo parlare di poker ma non possiamo non vedere il contesto generale intorno. Della bontà del poker live come gioco sicuro con una buona percentuale di approssimazione, abbiamo già parlato la scorsa settimana. Ora amici, se dovete farvi il pokerino, forse meglio andare in qualche casinò attrezzato o fare molta attenzione quando griderete All in o esulterete per un bluff riuscito perché il vicino potrebbe alzare il telefono rosso e farvi arrivare gli 007 a inchiodarvi sl tavolo.
Aspettiamo il Dpcm e rispettiamo le regole ma non vi impegnate sempre a farci pizzicare le dita sulla tastiera con questi provvedimenti da donk!
Share

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.