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Il Dpcm chiude anche il poker live e saltano gli eventi senza contagi e focolai accertati

  • Scritto da Cesare Antonini

Il nuovo Dpcm varato domenica dal premier Conte chiude anche il poker live nei casinò e nelle room e saltano gli eventi anche senza contagi e focolai accertati. 

Anche il poker live è ormai costretto a chiudere per il nuovo Dpcm, sia nei casinò per i grandi eventi e l’attività settimanale nei casinò, sia nei club dove ora a rischio ci sono tantissimi posti di lavoro. Ci siamo dimenati con gli stessi organizzatori per cercare di interpretare le regole precedenti e qualcuno era anche riuscito, in base alla situazione anche territoriale, a rimanere aperto. Tra domenica e lunedì il settore ha gettato la spugna. Essendo anche in alcuni casi ancora borderline, era proprio difficile giustificare un’apertura con bar, locali e ristoranti chiusi e divieto di qualsiasi sport o intrattenimento.

Il popolo del poker live e tanti grandi eventi che sono stati annullati proprio oggi (era la volta di Tana delle Tigri in Slovenia e di IPS a San Marino dai primi alla metà di novembre) prendono atto ma segnalano un paio di elementi da non sottovalutare e che faranno montare la rabbia anche in questo segmento del gaming: i tanti posti di lavoro a rischio e l’assenza di focolai nelle room e negli eventi.

Partiamo da quest’ultima considerazione. Non servono studi dell’ISS o dell’OMS per capire che da quando il poker live ha riaperto i battenti e dato lo shuffle up and deal non ha scatenato il contagio, né lo ha favorito, né ha veicolato il Covid-19, Anche in una location come Rozvadov, dove i protocolli sanitari si erano irrigiditi con l’utilizzo della mascherina solo nelle ultime settimane, non ci sono evidenze di contagi o segnalazioni dell’autorità sanitaria ceca che qualche caso o un focolaio in particolare potesse essere nato lì.

A San Marino si sono tenuti i tornei più importanti sul territorio nazionale con due IPO da 756 e 1.455 entries che hanno testimoniato come, con rigidi protocolli sanitari e centinaia di test ai dipendenti, si è potuto giocare in sicurezza e, anche qui, senza avere evidenze ufficiali che dei contagi si possano essere diffusi. E la Giochi del Titano con Euro Rounders, per l’evento IPS di novembre, aveva anche deciso di inasprire i protocolli aumentando i distanziamenti e di cambiare alcuni aspetti organizzativi per evitare file e assembramenti.

Anche a Sanremo e Venezia si era rigiocato e c’era anche il plexiglass a separare i players. Ecco, in questo caso gli investimenti effettuati dalle organizzazioni e dalle case da gioco che fine faranno? Non ci sarà nessun rimborso nonostante il settore del gioco abbia dimostrato di saper seguire le regole e costruirsene ad hoc per essere sicuro e non destare preoccupazione ai governanti. Ma il comportamento diametralmente opposto del regolatore rischia di incitare al non rispetto delle regole.

Anche nei club si è giocato tranquillamente tra mascherina, sanificazioni e ambienti sanificati.

L’altro punto riguarda i posti di lavoro. Ebbene sì, il poker dà lavoro a tanta gente. Non ne avete contezza, cari governanti e politicanti, vero? Lo sport nazionale sembra essere diventato quello di penalizzare alcuni settori non essendo considerati essenziali. Quindi possono chiudere serenamente bottega? Il pane sulla tavola è essenziale per tutti anche se comprendiamo che il poker può essere secondario rispetto ad altre attività. Ma quello che sta facendo scendere la gente in piazza è il semplice fatto che, dopo la riapertura e il recupero dopo mesi di lockdown con le regole seguite pedissequamente, ora si deve richiudere senza probabilmente la possibilità di riaprire per molti. Ripensateci, siete ancora in tempo.

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