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Full Tilt poker chiude per sempre ed è la fine di un'epoca

  • Scritto da Cesare Antonini

Chiude per sempre il sito e la room di Full Tilt Poker, sala che ha fatto la storia del gioco tra il 2004 e il 2011 e coinvolta nello scandalo del Black Friday. 

Lo storico marchio Full Tilt Poker è nei suoi ultimi giorni di esistenza, con il sito online che verrà disattivato poiché la società madre The Stars Group toglierà gli ultimi resti di FTP da Internet il 25 febbraio.

Per chi è nel mondo del poker da una ventina di anni e per chi c’è addirittura da prima, beh, una lacrimuccia non può non scendere. Senza farlo tanto drammatica (si tratta pur sempre di un sito internet di gioco) altrimenti poi ci dicono che esageriamo, lo spegnimento definitivo di Full Tilt Poker chiude un’epoca. Tra 7/8 anni si affacceranno ai tavoli da poker players appena 18 enni che sentiranno parlare di questa room che faceva concorrenza testa a testa a PokerStars con uno dei team pro più forti di sempre, ma che non hanno mai visto e su cui non hanno mai potuto giocare. Così come chi ha raggiunto la maggiore età dopo il 2010 o appena dopo il crack legale e finanziario della red room.

Ma una cosa per volta. The Stars Group, società madre di PokerStars ornai confluita in Flutter, ha deciso di staccare la spina al sito il prossimo 25 febbraio. Ormai non ha più senso tenere accesa qualsiasi licenza collegata a Full Tilt. In Italia tutto reindirizza a PokerStars.it da tantissimi anni anche perché era un “dot com” puro.

La room è stato un miracolo vero e proprio. Troppo bella, infatti, per essere vera. O meglio, avrebbe potuto sopravvivere anche al Black Friday se i vertici non avessero messo in piedi lo schema di Ponzi togliendo tutti i soldi dai conti dei players che, arrivato il Department of Justice Usa, sarebbero dovuti tornare indietro ai giocatori che ne facevano richiesta. Alle prime richieste si comprese che i cashier dei players erano vuoti o ci sarebbero voluti mesi per ottenere un cashout. Si è subito capito che la responsabilità era dei vertici che pensavano forse che l’Uigea, varata nel 2006, non sarebbe mai stata attuata. E’ arrivato il 2010 e il DoJ si è svegliato e ha distrutto le tre principali room. Mentre PokerStars si è salvata prendendosi anche Full Tilt e rimborsando dopo anni quasi tutti i giocatori.

Non riprendiamo tutta la storia ma il caso aziendale della “red room” è stato pazzesco: nata nel 2004 da un’intuizione di un gruppo di pro Usa, sfruttò subito il boom del 2006 dopo la vittoria di Chris Moneymaker. Il software era uno dei motivi del successo della sala online, senza dubbio, e c’erano una serie di players che in quel momento rappresentavano un traino pazzesco per la room. Anche tantissimi italiani a partire da Max Pescatori e per finire con Filippo Candio che venne ingaggiato dopo i November Nine del 2020 per poi dover mollare tutto ad aprile 2011 per il Black Friday.

La room nacque dalle ceneri di un'altra startup dei primi anni 2000, il progenitore di UltimateBet Excapsa, e come UltimateBet è diventato rapidamente uno dei migliori siti del mondo online.

Dopo i rimborsi del 2016 il marchio Full Tilt era stata relegata ad essere una sorta di skin sulla rete PokerStars, ricevendo relativamente poco supporto di marketing e sviluppo. The Stars Group ha riconosciuto i suoi piani per ritirare il marchio Full Tilt lo scorso anno, affermando: "Il nostro impegno per migliorare il software e l'esperienza dei clienti di PokerStars negli ultimi anni ha limitato la quantità di concentrazione e risorse che potremmo applicare all'evoluzione di Full Tilt”.
Pare ci sia ancora qualche account da chiudere e da spedire su PokerStars anche se ormai tutti i players erano iscritti al programma Stars Rewards che ora si ritroveranno i bonus nella migrazione.
Si chiude un’epoca e tante volte abbiamo pensato come sarebbe stato il mercato se i vertici di Full Tilt non avessero ordito quella mega truffa che, dopo, anni, ha visto riabilitare in parte solo Chris Ferguson mentre Howard Lederer è ancora in via di “guarigione” e Ray Bitar sparito dai radar. Peccato davvero.
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