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Rocco Palumbo: 'Main Wsop pazzesco ma rimane solo un torneo (facile)'

  • Scritto da Cesare Antonini

Il commento a caldo da Las Vegas dell'uscita in 158esima posizione dal main event delle World Series Of Poker di Roccoge Palumbo. 

“Ho runnato abbastanza bene se penso di aver fatto top 200 molto vicino alla top 150 del main event delle World Series Of Poker. Ho runnato molto bene nel salvarmi e nell’andare avanti nel torneo, ma negli spot post flop sono stato coolerato almeno 30 volte. E questo mi fa riflettere che questo torneo l’ho approcciato sempre male. L’ho giocato 7 volte, non 100, ma potevo giocarlo diversamente. E’ talmente tanto facile che non ha senso infilarsi in certi spot, è proprio inutile”. E’ il commento a caldo a Gioconewspoker.it, di Rocco “Roccoge” Palumbo, 158esimo al No Limit Hold’em Championship di Las Vegas, il torneo di poker più importante al mondo. Oggi c’aveva dato la sensazione, dopo essere salito a 2,3 milioni ben sopra average, di poter arrivare ancora più in fondo. Sicurissimo, tranquillo, consapevole, Roccoge poteva davvero salire fino ai primissimi posti del count. Ora ci spiegherà lui stesso il flow di questo day5 e le sue sensazioni a caldo dopo l’ottavo main event giocato.

Specie nel day4 deve essere stata durissima sempre ampiamente sotto average: “Minset? Ma, in realtà sono stato tutto il tempo al telefono. E’ stata la giornata della pazienza. Se avessi giocato come ad un torneo normale europeo sarebbe stato tutto un altro gioco. Magari sarebbe andata meglio, chi può dirlo. Ho passato tanti spot marginali, ho messo sotto tante volte e mi sono mangiato le mani in diverse situazioni. Però mi ero imposto pazienza per la struttura e per il tipo di torneo. Al day5 il buio è 40.000. In un Ept, ad esempio, è tutta un’altra storia”.
 
 
Oggi non ti hanno lasciato un piatto e non mollavano un centimetro i tuoi avversari: “Non era un tavolo facile - spiega Roccoge - se floppavo medio loro floppavano meglio. Niente di particolare ma andava così. Sono passato da 900mila a 2 milioni e mezzo, questo vuol dire che anche io ho avuto il mio gioco. Non ci sono stati spot interessantissimi, tutte mani in cui puoi fare davvero poco. In realtà non sono mai arrivato al river. Ho fatto un full contro top pair ma purtroppo un pot piccolo, per il resto niente di particolare”.
La prossima domanda la lasciamo fare a Rocco: “E ora, cosa cazzo faccio?”, sbotta Rocco nei grandi corridoi del centro congressi del Rio, appena fuori dalla Amazon room. In effetti “sono cinque giorni che gioco ininterrottamente e confesso di sentirmi un po’ spaesato. Fare 5 giorni così è davvero impegnativo”.
La domanda viene spontaneissima: qual è la tua idea su questa struttura anche nei confronti dei tornei europei, vedi Ept? “La struttura è molto più dura di un Ept. Dal day2 poi giochi sei livelli e sei libero. C’è tantissima gente qui e devi giocare molto è logico. Ovviamente preferisco di gran lunga l’Ept ma un torneo da 7.800 persone deve finire prima o poi. Anzi, tanto di cappello all’organizzazione che riesce a fare tutto questo. Fosse per me giocherei 9 day invece che 7 potessi scegliere. Odio la pausa cena,  e andrei avanti dritto senza problemi. Qui non hai il momento di rilassarti. Finivamo alle 1 e riniziavamo alle 11. Se vuoi dormire 8 ore devi andare a dormire entro un’ora.  Devi mangiare, hai l’adrenalina o se devi fare qualcosa finisci che ti addormenti alle 4. Oggi che ho bustato era il giorno che ero più rilassato”.
Ultime considerazioni? “Tutto bene anche perché è solo un torneo, ricordiamocelo. Ho fatto top 200 ma è solo un torneo. Tra l’altro sono ancora in negativo con i main event con questo risultato visto che è l’ottavovcui partecipo”, conclude Roccoge.
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