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Steven Iglesias e Daniel Grytten, la mente e gli occhi al tavolo da poker al Malta Festival

  • Scritto da Cesare Antonini

Il giocatore non vedente, Steven Iglesias, e l'amico Daniel Grytten, la mente e gli occhi al tavolo da poker al Malta Festival. 

 

 

“Ho sei blinds appena, sono il più short al final table ma ci credo! Ormai gioco prevalentemente cash game insieme a Daniel, il mio amico, col quale ormai siamo praticamente una squadra, quasi una società e giochiamo sempre in Norvegia, online e negli eventi in cui riusciamo a partecipare”. Lui è Steven Iglesias, norvegese e non vedente dal 2014. Il poker l’ha incontrato proprio quando gli è capitata questa sfortuna anche se aveva già iniziato a 18 anni. Poi smise dopo aver perso un po’ di soldi, per poi riprendere con maggiore convinzione quando ha iniziato a vedere sempre meno. Colpa di una malattia ereditaria, di Lebers, che distrugge il nervo ottico che trasmette le informazioni al cervello. Da un puntino nero all’oscurità totale su un occhio e poi sull’altro. Il tutto in pochi mesi. Un dramma.

Ma il poker l’ha aiutato tantissimo a continuare a vivere a pieno la sua vita: “Certo per me i tell sono inesistenti ma come tutti i non vedenti ho sviluppato la sensibilità all’udito e ad altre caratteristiche che cerco di mettere nel gioco. Specie la concentrazione, non avendo altre distrazioni al tavolo sono sempre molto attento sul poker”.
A dargli lo spunto di approcciarsi al tavolo da gioco è stata la storia del giocatore di poker americano Hal Lubarsky, l'unico giocatore cieco che ha partecipato alle World Series of Poker. Ma prima, un passaggio fondamentale. Mentre la cecità lo stava gettando nell’oscurità dopo tanti anni vissuti normalmente, ha incontrato Tonje la sua ragazza, e attraverso di lei, ha conosciuto anche Daniel Grytten. Iglesias lo ha introdotto al poker, ma alla fine Grytten si è reso conto di non essere poi così portato. Ma i due erano amici ed ecco l’idea: se gli organizzatori avessero accettato l’escamotage, Daniel avrebbe aiutato Steven a giocare dal vivo comunicandogli le carte e alcune action degli avversari che magari non riesce a percepire.
Le mani giunte vicine all’orecchio di Steven per comunicare le carte e poi Steven annuncia l’action: “Sì è vero siamo una ‘company’ e giochiamo spesso dal vivo ma anche molto online cash game su PartyPoker. E’ il nostro lavoro ormai”. Una vera e propria società, una bellissima storia. I due insieme hanno vinto oltre 50mila dollari e sono stati a Las Vegas alle Wsop, a Londra e Barcellona. Il suo best live cash è un 23esimo posto al 10mila dollari 6 max championship per oltre 25mila dollari. Ne Norwegian Championship di Oslo è arrivato tre volte a premio per oltre 5mila bigliettoni Usa.
Al Malta Poker Festival è corto ma può ancora fare bene: “Ce la posso ancora fare, sono confident, certo serve un double up ma siamo ancora vivi!”.
A fare il tifo per lui Giannino Kart che ha scoperto la storia giocandoci insieme e si è emozionato tantissimo anche perché domani lo sfiderà: “Ci odiamo, ci invidiamo, ci diffamiamo siamo sempre quelli migliori di tutti ma questa storia la porterò nel cuore - dice Giovanni - questi due ragazzi sono una cosa meravigliosa. Domani avrò l’onore di averlo al tavolo televisivo con me spero che io possa fare un testa a testa con lui. Ovviamente non voglio essere ipocrita e vorrei vincere io ma vorrei sfidarlo e lo vorrei al top perché lo stimo e ammiro in modo esagerato. Spero tu possa diventare mio grande amico!”. Pelle d’oca. Il tavolo da gioco regala anche storie come questa.
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