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André Akkari a Gioconewspoker: 'Nella mia classifica ideale Barcellona, Las Vegas e la mia San Paolo'

  • Scritto da Cesare Antonini

André Akkari a tutto tondo tra mare, Barcellona, Las Vegas, San Paolo e il momento del poker nel suo Brasile. 

Barcellona - E’ brasiliano e il sole non gli manca di sicuro. Tuttavia eccolo qua, più abbronzato del solito, di quando l’abbiamo conosciuto a Las Vegas, alle World Series, quando aspettavamo l’arrivo di Neymar Jr con Simone Ricci, ex manager Caesars, in fibrillazione per organizzare un’area per l’asso brasiliano che ama tantissimo il poker. André Akkari ci svela il segreto della sua tintarella prima di parlarci di tanti, interessanti, temi: “Ho giocato solo un evento da quando sono qui a Barcellona, assolutamente meglio il mare e sono andato in spiaggia quasi tutti i giorni. Ma adesso basta, mi concentrerò sul poker e giocherò il main event e altri tornei da qui al termine dell’evento”. Siamo a pochi minuti dallo start del Day1B, infatti, di un main che promette numeri pazzeschi, come al solito. 

Ma esiste un segreto per questo incredibile successo? Ogni anno i numeri crescono e non accennano a fermarsi: “Penso che i players amano giocare poker sempre di più e che questa location sia incredibile. Anche a Las Vegas i numeri crescono di anno in anno e quest’anno sono stati centrati record su record di presenze. Eppure Barcellona, con le dovute proporzioni, ha qualcosa in più della Sin City perché c’è il mare e un clima adorabile. A Vegas la night life, i ristoranti, l’intrattenimento è il top ma qui c’è tutto allo stesso modo e c’è anche una delle spiagge più belle del mondo. 

Altre ragioni possono essere di sicuro le strutture dei tornei, giocabilissime rispetto ai livelli di blinds, lo schedule davvero completo e un’organizzazione perfetta”. 

C’è anche una ragione logistica? “Mi ricordo che otto anni fa non c’era la nuova ala del casinò dedicata agli eventi di poker e da quando l’Ept si è allargato in questi spazi - mentre intervistiamo Andre siamo proprio nella media room che precede le grandi room dove in questi giorni hanno giocato migliaia di players - i numeri si sono automaticamente moltiplicati ma era ovvio che accadesse così. Prima si giocava nel casinò ed era fisicamente impossibile fare questi numeri. Il cash game aveva 170 persone in waiting list qualche sera fa e sarà così fino alla fine dell’evento”. 

Quindi un’ipotetica tua classifica di location dove ami giocare? “Direi Barcellona, Las Vegas e San Paolo dove si giocano le Brazilian Series of Poker. E’ la mia città, la mia casa e la amo e la preferisco perché il torneo è meraviglioso, c’è tanta gente e si gioca benissimo in una location altrettanto meravigliosa”. 

Qual è lo stato di salute e di crescita del poker in Brasile: “Ogni anno si raggiunge il top, arrivano nuovi giocatori che crescono in numero, nuovi tornei, nuovi eventi, nascono nuovi poker club e si federano in associazioni organizzative. La mia gente ama il poker e lo gioca sempre di più. Posso dire senza temere di essere smentito che il poker è ormai il secondo sport più popolare dopo il calcio, ovviamente”. 

Ruolo importante per te con PokerStars nel tuo Paese: “La room crede molto nel mercato di casa nostra e io sto con PokerStars da ormai 13 anni e aiuto molto a parlare del poker, a insegnarlo a coachare e a promuoverlo e anche io credo tantissimo in questa mission”. 

Non possiamo non chiederti di Neymar Jr, cosa fa in questo momento? Continua a giocare a poker? “Mi ha chiamato per dirmi che non poteva essere vero che Gerard Piqué avesse vinto tutti quei soldi finendo secondo nell’high roller single day, mi ha detto ‘impossibile è un donk!’. Ovviamente scherzava. Lui ama davvero tantissimo il poker ed è forse l’unico ambassador che ha davvero una grande passione per questo gioco. Ha investito molto su sestese per imparare a giocare meglio, per approfondire la strategia al tavolo da poker e penso che continuerà a giocare sempre di più. In ogni caso mi è capitato di giocare con Piqué, Neymar, Vidal e altri personaggi ed è stato divertentissimo, lo è sempre”. 

Cosa pensi del dilagare degli high roller? Sta danneggiando il gioco oltre che nei ranking? “Penso che facciano parte dell’ecosistema e che non posso giudicare chi vuole giocare a quei livelli. Per me è importante la competizione e giocare a qualsiasi livello e la mia vittoria è quando mi sento felice giocando e riesco a battere qualsiasi player di qualsiasi range. Se non giochi tornei da 1 milione di dollari puoi essere lo stesso un ottimo professionista e un ottimo giocatore di poker, questa è la verità”. 

Prossimo stop per André Akkari? “Ad ottobre, dal 3 all’8, sarò alle Bsop di Gramado, una magnifica città brasiliana dove si gioca uno dei tornei più importante nel mio Paese. E’una location romanticissima e bellissima e anche lì è meraviglioso giocare e passare qqualche giorno”, conclude il pro brasiliano di Stars. 

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