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L'addio a Matteo Mutti, due volte campione Wsopc e Ipt, che ha sconvolto la community del poker

  • Scritto da Cesare Antonini

Il due volte vincitore del Ring Wsop Circuit, di un titolo Ipt e di un side Ept con 40 bandierine in carriera Matteo Mutti, ha lasciato questa terra a neanche 30 anni.

Il pezzo che non vorresti mai scrivere. Le dita pesano come macigni sui tasti, le emozioni non riescono a passare dal cervello al foglio bianco. Un dolore fortissimo per il sottoscritto e per la redazione di Gioconews.it: Matteo Mutti, poker player di Sondrio con due anelli Wsop Circuit vinti e un titolo Ipt ed Ept, una quarantina di cash in carriera per circa 300mila dollari conquistati dal vivo, non è più con noi. Un male imbattibile (una forma leucemica aggravata poi dal Covid-19 contratto, pare, all'ospedale di Pavia) non gli ha dato scampo, lui che era uno dei pochi a riuscire a comandare quella percentuale di alea che influenza il poker e la vita, stavolta non ha potuto fare nulla dopo un anno di lotta. Avesse avuto in mano lui il pallino della situazione avrebbe vinto anche questa di battaglia. Ne siamo sicuri.

Un ragazzone di quasi due metri di cui conservo un’immagine bella, gentile, positiva, solare. Per colpa della chiusura del Casinò di Campione d’Italia, del fallimento del progetto di Saint Vincent e un allontanamento dai tavoli degli ultimi mesi dello stesso Matteo, non c’eravamo più visti. Ma dopo avergli chiesto tante mani giocate, tanti count nelle fasi intermedie dei tornei, tanti pugni che hanno sbattuto l’uno contro l’altro per motivarsi a vicenda, Matteo era uno di quei volti che ti faceva pensare come questo gioco sia meraviglioso e che parlare di community ha un senso. Le cronache su Matteo sono state tante ma insieme a lui non posso non collegare almeno tre amici giocatori: Andrea “assodicorte” Cortellazzi, Salem Issam e Andrea Galan. A fargli da secondo padre un signore come Umberto "ubisor" Sorrentino. Tra Campione e Saint Vincent avremo parlato di mani, poker, cazzate, scherzato, riso e consolati a vicenda decine di volte.

L'ultimo messaggio di Andrea Cortellazzi all'amico speciale: "Hai affrontato heads up molto più duri, questo sarà una passeggiata! Good luck e a presto!". 

Non ci sono morti di Serie A e di Serie B ma stavolta, vi giuro, è durissima. Più dura del solito. Matteo avrebbe compiuto 30 anni ad agosto, pochi giorni dopo il mio compleanno. Un Leone davvero, un giocatore di quelli destinati a vincere, ad alzare trofei. Basta googlarlo su Hendonmob per vedere tutti i suoi risultati che non starò qui ad elencare. L’immagine che ho di lui al tavolo è quella di un player che sapeva sempre ritagliarsi la sua posizione dominante. Sarà stato per i suoi quasi due metri di altezza, per la sua prestanza fisica, per il suo sguardo furbo ma non falso o truffaldino. No, era il bravo ragazzo e vincente che  otteneva sempre e comunque il rispetto degli avversari. Poco meno di quattro anni fa a Campione d’Italia titolai “Zitti e Mutti!”. All’epoca fu un titolo che strappò un sorriso anche a lui, giovane 26 enne ma che aveva già in bacheca diversi titoli. Ed è questa la sintesi perfetta del ricordo che deve lasciare Matteo ai tavoli da poker: vinceva sempre e comunque meritando e zittendo tutti. Ma sempre col sorriso e senza spavalderia.

Inutile ricordare qualche mano epica o qualche colpo mirabolante perché era capace di prendere la vetta e giocare da lì senza grossi strappi e gestire perfettamente lo stack e il late stage: i tanti primi posti non sono un caso e tanti players sanno che non è da tutti avere questa capacità di vincere.

In questo momento vorrei abbracciare Assodicorte, Salem, Andrea e tutti quelli che lo conoscevano da tanti anni come me. Vorrei poter piangere e ricordarlo magari scherzando insieme.

Parlando squisitamente di poker il suo periodo migliore crediamo sia stato quello tra la vittoria del main event del Wsop Circuit per 78.200 euro su 485 avversari in una struttura freezeout e poi l’esperienza al Global Casino Championship, quel “freerollone” da 1 milione di dollari che chiude la stagione Circuit dei campionati del mondo unendo i migliori della domestic ed International Edition. Vinse a settembre 2016 e dovette aspettare un anno per volare nel North Carolina con Andreino Benelli e Fabio Romer. “Non ho runnato benissimo ma è stata un’esperienza bellissima e ho giocato cash e tanti sit and go”, ci disse per poi tornare a Campione d’Italia e vincere un altro anello Wsopc stavolta in un side da 150 euro ma chiuse comunque primo facendo notizia.

 

Matteo era salito agli onori della cronaca con una prima vittoria ad un 550 euro dell’Ept di Malta nel marzo del 2015 per 24.700 euro e a settembre dello stesso anno ecco la vittoria dell’Ipt di Nova Gorica per 60mila euro di prima moneta. Era la curva discendente di un altro evento che fece la storia del poker italiano. Sui grandi palcoscenici Matteo ci stava benissimo e “faceva primo”.
Una location che amava era Londra dove viveva e ha centrato diversi risultati, sia al PokerStars Festival London che al Grosvenor e con qualche puntata al Dusk Till Dawn di Nottingham.
Il poker, ma soprattutto la community e la vita, perdono uno dei migliori esempi di come questo gioco può e deve essere vissuto. Un sorriso per te super Matteo.
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