Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Fecchio, runner up IPO Sanremo: 'Che gioia vincere ed essere tornati al tavolo da poker dopo 4 anni!'

  • Scritto da Cesare Antonini

Il grande ritorno di Federico Fecchio, runner up all'IPO Sanremo: 'Dopo 4 anni ho giocato benissimo anche se il poker è cambiato tanto!'.

“Sono contentissimo perché erano quattro anni che non toccavo una carta da gioco ed arrivare secondo e vincere 200k è stata una soddisfazione enorme. Ma è stata durissima per me anche se mi sono divertito un mondo e credo di aver giocato anche un ottimo poker”. Federico Fecchio, storico player piemontese, si è piazzato secondo nell’IPO dei record di Sanremo, un main event da 3.672 entries che ha messo in palio oltre 1,7 milioni di euro. Era tanto tempo infatti, complice la pandemia e anche i suoi problemi fisici, che Federico non si schierava ai tavoli dal vivo e il suo racconto è pervaso da tanti pezzi di questi giorni durissimi di torneo per tutti i players “figuriamoci per me che la mattina ci metto due ore per prepararmi prima di uscire, ma non voglio assolutamente fare pena a nessuno, anzi”,  spiega il secondo classificato che si è battuto come sempre con grinta, pazienza e tranquillità.    

Da dove cominciamo? “Vorrei spiegare alcuni colpi giocati contro il francese Lege che ho spesso snap callato o snap foldato ma perché conosco molto bene tutti i suoi tells, i betting pattner dal 2008 quando giocavamo cash contro. Alcuni colpi, come quello con A6 hanno tutta una history che viene dai giorni precedenti ovviamente”.

Come pensi di aver giocato? “Forse qualche errore l’ho fatto ma dopo 4 giorni di gioco è naturale. In alcuni colpi ho avuto fortuna ma alla fine ho buttato 3 giocatori dall’unofficial final table all’official e  mi sono divertito tantissimo erano 4 anni che non toccavo le carte. Sono partito come sempre  col mio socio Maurizio e avevamo prenotato comunque fino a martedì perché era una vacanza gioco e volevamo divertirci”.

Com’è stato tornare al tavolo? “Il gioco è cambiato tantissimo e infatti al primo Day1 cui mi sono scritto non ci capivo nulla anche se ero salito subito a 90.000 chips. Pensavo fossero cambiate tutte le dinamiche ma, senza tirarmela troppo, dopo un po’ che sono al tavolo sono io a dettare i raise preflop e riesco a far mettere pre le cifre che voglio agli avversari”.

Non è facilissimo per Fede giocare al tavolo: “Non ho mai detto nulla a nessuno perché non voglio mai far pietà al tavolo ma ho giocato per 4 giorni su una carrozzina affittata perché la mia si era rotta e vi assicuro che è come correre la maratona con una scarpa 36 e tu porti di solito il 42”.

Soddisfazione sì ma anche un po’ di rammarico? E Federico ci svela qualche retroscena: “Sono soddisfatto perché ho ottenuto altri 10k prima di avviare l’heads up. Stavano facendo un ulteriore deal e avevano proposto 189k al secondo. Ma a Carlo (Andreini il winner, Ndr) ho detto che l’avevo portato fino a qua eliminando players e non mi vuoi far prendere un assegno tondo tondo così da scrivere 200.000 sul bonifico? 10k ti cambiano la vita? A parte gli scherzi Carlo è stato un ottimo player al tavolo e anche un signore e alla fine ha accettato i 10k. Poi in heads up sono partito parto troppo corto e chissà come sarebbe finita con una proporzione in chips differente. Sono stato card dead prima di arrivare alla sfida decisiva e poi con 44 ho seguito l’insegnamento del mio caro Filippo Candio visto che attendere una mano migliore quando si è così short non ha senso. Ovviamente la dinamica è molto più complessa ma un double up mi avrebbe portato ad un livello in cui forse avrei avuto un 20-25% di possibilità di vincere. In heads up sono abbastanza bravo e lui contro di me mi ha visto fare dei giorni dei call, bluff, nuts in tutte le maniere e l’avrei fatto impazzire. Ma è andata bene lo stesso così e la vittoria è meritatissima”.

Per Fecchio sono stati “quattro anni difficili, di cui due di ospedale e per questo sono contentissimo. Di testa non ho mollato mai un secondo ma fisicamente ho patito tanto specie una fase di final table dove ero molto stanco anche perché erano le 4 del mattino”.

Tornando al torneo, al Day3 Fecchio ha fatto sfracelli: “Sì lo spettacolo vero l’ho fatto al Day3 da 575k a 16 milioni vincendo solo uno showdown pre flop contro Luca Guglielmoni, JJ vs AK, flop JQ10 ma poi turn arriva un 2 e al river un’altra dama. E Luca mi ha detto ‘sei partito avanti e sei finito avanti’, la matematica ha tenuto e non se l’è assolutamente presa”.

Ma quindi 200k freerollati ci stai dicendo? “Dopo che ho perso il primo bullet sono andato a giocare cash e ne ho vinti praticamente tre e mezzo e mi sono riscritto”. Molto bene!
Un altro retroscena del tavolo, eccolo qua: “Al final table ho proposto io di spalmare i premi perché tante volte mi è capitato di uscire settimo e ottavo per qualche colpaccio o partendo da chip leader e so cosa si prova ed era giusto così. E l’ho deciso da chip leader”.
E adesso, programmi? “Non sono più un giocatore di poker ma credo che questo successo mi abbia consentito di ripagare tutta la Ev persa in anni di tornei quando giocavo bene ma non riuscivo a vincere tanto. Sono contento che amici sensati e bravi come Minasi, Mosca e altri abbiano apprezzato il mio gioco al tavolo e questo conferma le mie ottime impressioni.  Mi è tornata la voglia di giocare ma mi devo riprendere fisicamente. Cinquanta ore in pochi giorni sono tantissime per me e le ho patite, sono stanco e soddisfatto.  Ora, come detto, gioco per diletto e voglio partecipare a 4-5 tornei all’anno ma dipende sempre dalla mia tenuta fisica”.
La chiusura la lasciamo a qualche analisi tecnica di Federico che lancia spunti assai interessanti: “La struttura non era così giocabile come si pensa. Il problema è il BB ante che ingrossa i pot e se vai in 3bet il piatto è già molto alto. Ecco perché è dura vedere 4bet. Proprio per il cambiamento dell’Ante rispetto a com’era qualche anno fa. La cosa che condivido che avete analizzato nel commento in diretta è che lo shot clock si rende necessario quando siamo almeno a 10 dalla bolla e in un torneo andrebbe introdotto assolutamente. E poi attenzione agli stack iniziali che andrebbero aggiustati visto che i dealer hanno difficoltà a fare i cambi e si giocavano 7-8 mani all’ora”. Ci sta.
Share