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Poker Concept II, Patrik Antonius a Gioconews.it: 'Nei tornei nuovi stimoli per me'

  • Scritto da Cesare Antonini

Patrik Antonius sbarca nella Sala Evolution by De Vere Concept al Casinò de la Vallée di Saint Vincent e racconta a Gioconews.it la sua grande stagione nei tornei dal vivo. 

Saint Vincent - L’avevamo già visto in tanti tornei live in Europa, a Las Vegas e anche in Italia ma tantissimi anni fa. Vederlo sbucare nella Sala Evolution del Casinò de la Vallée di Saint Vincent è stata una bella emozione. L’abbiamo definito una delle “figurine” della storia del poker mondiale. Uno dei volti che sono rimasti impressi a tutti dagli albori del settore quando ammiravamo le grandi partite cash e i migliori tornei live nelle prime trasmissioni televisive, da Poker1Mania in giù insomma.

Lui si chiama Patrik Antonius, e l’abbiamo intervistato per capire la sua grande stagione e il suo ottimo momento.

Com’è stato il tuo arrivo a Saint Vincent? Giocherai qualcosa? “Non giocherò il torneo, voglio vedere il posto, la location che mi sembra già bellissima - ha detto Antonius a Gioconews.it appena arrivato nella Sala Evolution - non ho tempo per giocare il main event perché tra un paio di giorni dovrò andare via. E’ possibile che una sessione cash game la farò. Plo? E’ indifferente, qualsiasi tipo di gioco va benissimo per me!”.

Patrick è reduce da una lunga trasferta a Las Vegas dove ha giocato molto cash game al Bellagio, nella mitica Bobby’s room, oltre a piazzzare un itm al main event Wsop. Si è ritrovato grande a Sochi, in Russia, dove ha centrato un secondo ed un quarto posto in due high roller per oltre 400mila dollari. Tuttavia il suo grande ritorno lo ha firmato a Macao proprio quest’anno, a marzo 2018, dove ha centrato ben 3,1 milioni di dollari nel Super High Roller Bowl cinese arrendendosi solo a Justin Bonomo, il giocatore decisamente più in forma del mondo.

Una stagione da quasi 5 milioni di dollari: “Quest’anno è stato bellissimo. Ho giocato più tornei rispetto al passato. Avevo bisogno di nuove motivazioni e ho vinto il primo torneo che ho giocato a Rozvadov (un super high roller 25.500 dollari al Millions che gli ha fruttato oltre 520mila dollari, ndr) e mi sono davvero divertito a giocare e sono arrivati tantissimi risultati. Ho giocato tanto cash game nella mia carriera, amo il poker e amo viaggiare e i tornei mi consentono di fare questo. E quello che mi ha stimolato è la competizione dei tournament rispetto al cash game, la sfida, “the challenge”. Ma anche se quest’anno sto giocando più tornei continuo parallelamente a grindare cash game come sempre”.

 

C’è meno downswing negli high roller live rispetto al cash game online? Per questo hai giocato più tornei dal vivo quest’anno? “No, in realtà rischi di perdere tanti soldi anche negli high roller dal vivo e con field ristretti: se non riesci ad ottenere risultati con continuità il tuo balance va in rosso. E infatti ho perso molti soldi in questo modo per un lungo periodo della mia carriera. In generale amo giocare davvero tutto, dai tournament agli high stakes sia live mtt che cash game online”.

 

Cosa hai acquisito dall’esperienza di questo 2018 splendido per te. “Ho trovato bellissimo giocare main event con field da 400-500 persone e anche con migliaia di entries. La sfida in questi eventi è ancora più avvincente. Ho giocato con tanti players con cui non mi ero mai confrontato e ho acquisito davvero tantissimo da queste partite. E’ differente rispetto agli high roller dove, ovviamente, giochi tante mani sempre con gli stessi avversari e la partita è decisamente più Gto. Ho centrato grandissimi risultati e questo è motivo di grande soddisfazione per me ma non mi sono divertito come mi è capitato con i main event. E’ stato bello vedere tanti elementi diversi del gioco che in questi anni forse avevo non ero ancora riuscito a cogliere. E, ripeto, la sfida è molto avvincente e deeprunnare in alcuni tornei dove i premi sono molto alti è bellissimo e ci sono molti elementi psicologici da non sottovalutare e, anzi, da studiare con maggiore approfondimento nei tornei live con field molto numerosi".

 

Sei giovanissimo ma sei anche un giocatore “anziano”, della prima ora, per certi versi. Qual è il tuo piano? Molti giocatori investono in altri business, altri si ritirano o riducono. Quest’anno abbiamo visto un “nuovo” Patrik Antonius, continuerai così? “Ho avuto tanti risultati e, come detto, mi sono divertito e mi sono ritrovato al tavolo e ho ritrovato il mio gioco. E credo che continuerò a farlo finché avrò ottimi risultati perché sono necessari per andare avanti. Ma giocherò fino a quando mi divertirà e mi appassionerà come in questo ultimo anno. Tuttavia sto seguendo con attenzione l’industria del poker che ha subito una contrazione negli ultimi due anni mentre i tornei dal vivo, i festival, hanno vissuto un boom con tantissime presenze e tanti giocatori nuovi al tavolo. Ecco, vorrei far parte di questo boom, vorrei mettermi a disposizione per aiutare il settore a tornare a crescere e coltivare questo buon momento”.

 

Cosa pensi dell’Italia? “Ho tantissimi fan nel vostro Paese, lo vedo online, lo vedevo nei tornei che ho giocato in Italia tanti anni fa. E’ bello e sono tutti magnifici (commenteremo poi con un suo amico finlandese stupito di quanti selfie si è fatto in sala come fosse una bella showgirl, ndr) e carini con me. Non so cosa succede in Italia in questo momento ma da quanto mi state raccontando non è nulla di buono e spero si risolva per il meglio (gli abbiamo detto un po’ di cose sulla crisi e sul divieto di pubblicità, ndr2) . So, però, che la tecnica dei players italiani è cresciuta molto e quando ho giocato qui e contro i vostri players ho potuto appurarlo di persona. L’Italia è una grande poker-country e quando penso al vostro Paese penso all’hold’em  e al calcio!”.

Poi scopriamo una vera chicca! “Quando avevo 19 anni sono stato tre mesi in Italia, a Spoleto, e ho girato un po’ per l’Umbria e il centro Italia. Lasciai la scuola per quel periodo, forse già ero proiettato alla carriera professionistica di pokerista”.

 

 

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