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Che poker online sarà nel 2022? Benino e non benissimo tra volumi e liquidità

  • Scritto da Cesare Antonini

A pochi giorni dal giro di boa dell'anno solare cerchiamo di capire  che poker online sarà nel 2022? Benino e non benissimo tra volumi e liquidità. 

Che 2022 sarà per il poker online d’Italia? E l’acquisto di Sisal da parte di Flutter Entertainment può davvero aprire un varco alla liquidità europea e far finalmente entrare il nostro Paese nell’accordo che promovemmo noi e firmammo per primi insieme a Francia, Spagna e Portogallo? Purtroppo le previsioni non sembrano essere così rosee e la risposta alle due domande potrebbe essere assai negativa e un èo’ pessimistica. Ma non siamo mai stati pessimisti. Semmai realisti. E i dati del poker “punto it” in parallelo con l’andamento della pandemia dovrebbe portarci ad un calo dei volumi di gioco del movimento in generale con i numeri che potrebbero tornare a quelli del pre pandemia nonostante il verticale in questione abbia vissuto davvero un ottimo momento di crescita nel 2020 tenendo botta nel 2021.

Ora sarà cruciale capire come si evolverà il Covid-19 a inizio anno. Pare che dicembre, sulla base di alcune indiscrezioni da alcuni operatori, sia stato un ottimo mese. Le restrizioni, oltre che il freddo, avevano già giocato un ottimo ruolo nel boost dei numeri. Adesso, con i casi in aumento e un atteggiamento del Governo sempre più o meno recalcitrante e poco coraggioso, la possibilità che, pur senza chiusure, si possa avere un incremento del gioco online nei primi mesi dell’anno non è affatto escluso.

Ma il calo dei dati dovrebbe continuare su un meno 20 percento anche per il prossimo anno a meno che la crescita dei mesi più proficui dei due anni appena passati non abbia lasciato elementi strutturali nel settore su cui poggiarsi e mantenere numeri accettabili e non in caduta libera.

Un boost potrebbe arrivare dalla liquidità condivisa ma su questo abbiamo fatto le nostre ipotesi già nel giorno dell’annuncio prima di Natale. Noi crediamo che, almeno per buona parte del 2022 non accadrà nulla di significativo. Ci vuole tempo per “combinare” e integrare aziende e organici pre esistenti e definire i nuovi ruoli e gli obiettivi. Inoltre potrebbe esserci poco interesse di togliere Sisal dal circuito iPoker dove performa in maniera davvero ottima portato lo stesso circuito a numeri importanti. Tutto dipenderà dalle decisioni che i due Ceo, Peter Jackson e Francesco Durante, e il board del colosso del gaming prenderanno. Forse tutto potrà essere rimandato al 2023 come sta accadendo per altre room che, vissuta la stessa esperienza, potrebbero cambiare software, liquidità e network proprio nei prossimi mesi.

Per la liquidità, poi, ci vorrà il riordino e una decisione a livello politico per spianare la strada ed integrare le room che possono e che operano già in Italia a Francia, Spagna e Portogallo. Francamente con le operazioni di M&A portate a termine in questi ultimi due anni molte barriere ideologiche sulla liquidità sembrano cadere e se le room pressano possono aprirsi un varco importante. E il 2022, tra riordino e assestamenti di room, network e mercato, potrebbe essere quello decisivo per costruire qualcosa che potrebbe accadere nel 2023. E scusate ma il condizionale è d’obbligo.

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