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Poker online e legge di bilancio: aumento irreale su un gioco in crisi da anni

  • Scritto da Cesare Antonini

I conti dell'emendamento del Governo, depositato in Commissione Bilancio al Senato che prevede l'aumento delle tasse sul poker online non tornano e così si danneggia il settore. 

 

Il Governo Conte attinge ancora una volta sul gioco pubblico per cercare di far quadrare i conti e finanziare le misure della manovra di bilancio che, fino a ieri sera, nessuno aveva ancora visto. Meglio così, verrebbe da pensare. La stangata è arrivata e si è sentita davvero forte nel settore del poker online tanto che le prime reazioni che cercheremo di raccogliere in giornata, sono piuttosto furiose.
Ma la prima sensazione è che il Governo abbia forzato un po' troppo la mano aspettando soldi per l'aumento del gettito erariale che dal gioco online, specie dal poker, rischiano di non arrivare mai. Sì perché i dati della raccolta parlano chiaro con decrementi annuali dal 30 al 40% ormai su una linea di trend che va avanti da 4-5 anni.
Ma andiamo a vedere cosa prevede l'aumento.


Comma 621-bis, lett. a). Per quanto riguarda il gioco a distanza diverso dalle scommesse a quota fissa, attualmente l’imposta unica si applica con l’aliquota del 20%. Aumentando l’aliquota dal 20% al 25%, l’aumento è pari al 25%.

I calcoli sono piuttosto ottimistici specie nelle proiezioni visto che, tra divieto di pubblicità e liquidità condivisa che non parte da già un anno e mezzo, le proiezioni in aumento sono sballate. Se si guarda solo al poker online, ovviamente. Ma anche per gli altri giochi c'è il rischio di un calo della raccolta a favore dei soliti siti dot com spesso ancora raggiungibili dai players italiani.
E ancora nella manovra si legge: Considerato che l’introito erariale registrato nel 2017 è pari a 160 milioni di euro e che nel 2018 il trend è in aumento (proiezione annua 175), tenuto altresì conto che nel 2019 almeno altri 35 concessionari si aggiungeranno alla rete legale, si stima che l’aumento degli introiti del 25% sarà pari a 50 milioni su base annua.
E l'altro calcolo sballato è quello dell'arrivo dei 35 concessionari della rete legale. Alcune room hanno già annunciato di voler mollare il mercato italiano dopo il Dl Dignità e visto lo stop della liquidità internazionale. Quindi molte concessioni non verranno mai attivate e c'è il rischio anche di ennesimi ricorsi visto il continuo cambio delle condizioni dopo l'acquisto "salatissimo" delle stesse licenze.

Come si possono far quadrare i conti all'infinito aumentando continuamente le tasse anche su giochi che sono in crisi nera e che hanno già visto fuggire la maggior parte dei players su siti dot com cambiando anche residenza o giocare su siti cinesi senza nessuna protezione e garanzia o su siti illegali anche in Usa come Americas Card Room?
Non c'è nessuna logica se non quella della bugia e dell'intenzione, mai celata tra l'altro, di voler chiudere il settore del gioco pubblico tutto totalmente a caso. E i concessionari e gli operatori devono iniziare a fare la "voce grossa" in maniera unita. Tardi? Certo che sì ma dopo l'ennesimo aumento totalmente irreale cosa c'è da perdere ancora?
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