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LOGiCO in audizione presso Agcom: 'No a interpretazione letterale del dl Dignità'

LOGiCO riassume i contenuti trattati nell'audizione in Agcom sull'interpretazione del decreto Dignità. 

Un’interpretazione letterale del divieto di comunicazione commerciale, come delineato dal Decreto, sarebbe contraria non solo alle Raccomandazioni della Commissione Europea sui principi per la tutela dei consumatori nel gioco online, ma risulterebbe controproducente rispetto alla finalità di tutelare e proteggere opportunamente il giocatore italiano dai pericoli dei circuiti illegali”.E' l'incipit della sintesi dell'audizione che ha visto Moreno Marasco, Presidente di LOGiCO, Lega Operatori di Gioco su Canale Online intervenire presso l’Agcom per esprimere la posizione dell’Associazione a tutela del comparto del gioco online, rispetto al divieto di pubblicità derivante introdotto dal Dl in questione.

“È fondamentale - ha ribadito il Presidente Marasco - mantenere netta e chiara la distinzione fra gioco online legale e illegale, vero pilastro dell’impianto legislativo dell’ultimo decennio, e che ha permesso all’Italia di essere un Paese all’avanguardia in termini di protezione sociale. Tale distinzione verrebbe radicalmente compromessa qualora gli operatori legali non avessero più la possibilità di presentare la propria offerta, sicura e trasparente, ai giocatori italiani, lasciati in balia di operatori che agiscono al di fuori dell’impianto concessorio i cui circuiti hanno talvolta alimentato l’economia del crimine organizzato, come anche recentemente affermato dal Procuratore Nazionale Antimafia a commento di operazioni su larga scala”.

Marasco ha ricordato che il comparto del gioco a distanza è l’unico a disporre di meccanismi di identificazione obbligatoria del giocatore e di misure di auto-limitazioni ed auto-esclusioni dal gioco attraverso l’iscrizione al Registro nazionale degli Auto-Esclusi dal gioco a distanza gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. LOGiCO ha presentato alcune di queste misure in uno spot televisivo – il primo in Italia dedicato esclusivamente al gioco responsabile - “Il gioco è bello finché è un gioco”, trasmesso sui principali canali televisivi e ben prima del decreto Dignità.

A supporto delle tesi di Marasco anche una recente ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità che “ha chiaramente evidenziato la mancata necessità del divieto di pubblicità e sponsorizzazioni introdotto dal Decreto Dignità, ai fini del contrasto al disturbo al gioco d’azzardo patologico o al gioco minorile, in quanto la pubblicità risulta avere un peso contenuto nella scelta del consumatore. La stessa ricerca ha messo inoltre in rilievo che il comparto del gioco a distanza legale risulti essere quasi insignificante in relazione alle problematiche relative al gioco patologico”.

LOGiCO, quindi, ha voluto esortare l’Agcom ad un’interpretazione non meramente restrittiva dell’ambito di applicazione della norma, ma diretta verso “il reale obiettivo della tutela dei consumatori, attribuendo i profili sanzionatori a quelle iniziative che costituiscano incitamento o induzione al gioco, ma preservando iniziative di conoscenza di marchi, servizi e prodotti sicuri e trasparenti che abbiamo come mission la proposta di un’esperienza di intrattenimento”, conclude Marasco.

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