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Dario Sammartino: 'Vivo a Vienna perché in Italia è impossibile fare il professional poker player'

Dario Sammartino precisa a Gioconewspoker.it la sua residenza attuale e smentisce alcuni calcoli fiscali usciti sul web.

Come avevamo anticipato, i soliti resoconti “after taxes” dopo il main event delle World Series of Poker, su Dario Sammartino e il suo secondo posto da 6 milioni di dollari erano tutti decisamente sbagliati. A confermarlo a Gioconewspoker.it è lo stesso Dario direttamente da Las Vegas: “Ho visto e mi hanno riferito di alcune tabelle e articoli che calcolano le tasse che noi players dovremmo pagare dopo il final table del main Wsop e voglio precisare che quei calcoli sono totalmente sbagliati. Io non devo assolutamente pagare quegli importi e spero che queste informazioni preziose servano a fare chiarezza per me e mi affido a voi affinché questo accada”.

E come, con estrema cautela e in attesa di conferma ufficiale da Super Dario, anticipavamo, la nuova residenza di Sammartino non è in Slovenia: “Proprio per questa tassazione (sulle analisi cui si riferisce Dario si calcola un buon 42%, ndr) ormai quasi 6 anni fa sono dovuto andare via dall’Italia perché non mi era permesso giocare a poker e perseguire la mia passione e il mio lavoro. E per tre anni ho vissuto in Slovenia ma da due anni ormai sono basato in Austria a Vienna”, specifica Sammartino.

Un vantaggio non indifferente l'Austria dove risiedono anche altri poker player e grinder online molto importanti visto che sulle vincite la tassazione è prossima allo zero. 

Una decisione non facile per Dario, molto legato agli affetti, alla famiglia e agli amici come ha dimostrato anche il grande tifo che ha ricevuto nel corso del final table: “Ci tengo proprio a ribadire che questi calcoli sono assurdi perché mi ha pesato tantissimo, non immaginate quanto, aver dovuto lasciare quello che conta di più per me per poter giocare a poker a questi livelli. In Italia, ripeto, era ed è impossibile”.

Gli analisti, tra cui l'esperto Russ Fox, sono sempre puntuali in questi calcoli, dovrebbero informarsi a fondo vista la delicatezza delle questioni. Uno più uno, cioè il fatto che Dario sia italiano “puro sangue” non è scontato che faccia “due”. Specie se parliamo di professional poker player di questi livelli.
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