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Bando gioco online o mercato rionale? Compravendita di licenze ma poker sempre più giù

  • Scritto da Cesare Antonini

Adm convoca le società che hanno ottenuto le concessioni di gioco online ma alcune potrebbero essere cedute dopo l'attivazione. 

La conferma arriva anche dagli operatori: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha convocato le prime società tra le 69 nuove concessioni di gioco online assegnate dopo l’ultimo bando di gara. Tuttavia, a rischio ci sono i 13,8 milioni di euro che lo Stato conta di incassare dai diritti delle licenze che valgono 200mila euro l’una. Il motivo? Il Decreto Dignità col divieto di pubblicità, gli ultimi aumenti delle tasse sul gaming online e le evidenti difficoltà di uno scenario politico assai ostile, potrebbe portare diverse società ad ultimare la procedura e poi lasciare il mercato per non avere l’opportunità (e principalmente la convenienza) a lavorare e promuovere soprattutto i nuovi brand che hanno bisogno di affermarsi.

La scadenza delle licenze è fissata al 31 dicembre 2022 ma i mesi del 2019 sono passati e può essere sempre meno conveniente pagare (per i nuovi) queste licenze.

La notizia che avevamo già anticipato in editoriali e analisi del settore del gioco online, specie in riferimento a quello estero, è che alcuni operatori rinunceranno di sicuro alla loro licenza. Questo per i motivi di cui sopra.

E mentre serpeggia un’ipotesi di riapertura della gara per le società che il Tar Lazio ha riammesso alla gara perché ne avevano tutti i diritti, la possibilità di rientrare nel mercato ci potrebbe essere comunque. Sì perché tra quelle che rinunceranno alla concessione, una exit strategy potrebbe essere quella della vendita della stessa autorizzazione Adm. Le concessioni disponibili erano 120 e ne sono state assegnate 69. Se la gara non verrà riaperta allora chi ha ora il diritto di entrare nel mercato potrà sperare nella vendita di chi, invece, vuole scappare dall’Italia.
In ogni caso si va delineando un mercato sempre più ridimensionato per via delle politiche restrittive del Governo. Verranno a saltare alcune coperture di provvedimenti già avviati dall’esecutivo. Difficilmente le risorse in questione torneranno indietro dall’economia reale visto che i giocatori si stanno sempre più spostando all’estero o su portali basati in altre giurisdizioni.
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