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Poker live: tutti i particolari del blitz di Ostuni tra concessioni che non esistono e fidanzate denunciate

Il poker club di Ostuni sequestrato con 66 denunce penali per gioco d'azzardo: ecco tutti i particolari del blitz delle forze dell'ordine. 

“C’hanno tolto una concessione che non avevamo e tutti i giocatori e gli avventori (anche la ragazza in attesa del fidanzato al tavolo da gioco, questa ci mancava, ndr) sono stati denunciati per gioco d’azzardo. Ed era un torneo da 30 euro con un re entry ma sono arrivati in 15 e con i cani anti droga nel locale”. E’ quanto raccontano a Gioconewspoker.it quelli che erano al club di Ostuni che è stato chiuso con l’accusa di gioco d’azzardo per gli organizzatori, i titolari e i 66 tra giocatori e avventori. E’ successo tutto prima del Covid-19. E’ un circolo privato, con soci affiliato ad un ente che promuove alcune tipologie di giochi. Ovviamente non il poker.

Il paradosso è quello della concessione: “Gioco d’azzardo svolto in assenza della necessaria concessione”, hanno detto le forze dell’ordine. Peccato che lo Stato in quasi 9 anni non sia riuscito a “mettere a terra” quelle due righe di legge scaturite dall’emendamento Germontani che prevede un sistema concessorio per il poker dal vivo. “Non ho capito quale concessione avrebbero tolto se non l’abbiamo mai avuta”, confermano come se ce ne fosse il bisogno.

Quella sera, ma come sempre, si giocava con un buy in linea con le regole dettate dalla Corte di Cassazione: “Il buy in era di 30 euro ed era possibile fare un re entry. Il problema è stato solo ed esclusivamente quello. E c’hanno dato gioco d’azzardo”. In effetti pare che le forze dell’ordine sapessero bene le regole: da 10 a 50 euro si poteva giocare, ma solo freezeout. Meglio un torneo da 50 che uno da 10 con un rientro per la spesa totale di 20. Ignorantia legis non excusat. Ovvio. C’è poi l’applicazione del buon senso. La casalinga o il pensionato che “grindano” gratta e vinci fuori delle tabaccherie non fanno costantemente rebuy? Nel poker, però, l’intrattenimento e l’abilità c’è. Ma non ha senso fare una guerra tra giochi.

Ora potrebbe iniziare una battaglia legale ma è probabile che cada tutto da una parte o dall’altra prima dell’ipotesi del reato. Sarebbero arrivate, infatti, solo una 20ina di notifiche sulle 66 preventivate dalle forze dell’ordine. Siamo sul penale, chiaramente. Però i giocatori possono decidere di fare oblazione e convertire la denuncia dal penale al civile pagando 208 euro. Poi serve l’intervento di un avvocato: insomma per un torneo di 30 euro pure sospeso, i players rischiano di pagare fino a 500 euro totali tra oblazione e spese legali. Difficile che qualcuno si impunti e vada fino in fondo.

Quella che non avevamo mai sentito era la denuncia estesa non solo a chi era in gioco ma anche alle fidanzate in attesa o chi aspettava un amico o semplicemente “railbirdava” o stava bevendo nel bar annesso. Tutti denunciati per gioco d’azzardo.
Ma la soluzione c’è: “Riapriremo ma giocando solo freezeout”. Anche perché questa è l’indicazione degli investigatori. 
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