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Rimini: player percepiva Reddito di Cittadinanza con oltre 2 milioni su conti di poker, scommesse e casino

  • Scritto da Cesare Antonini

Poker e giochi online e Reddito di Cittadinanza, un percettore riminese aveva oltre 2 milioni di euro in diversi conti gioco. 

Stavolta rischia di non reggere neanche la giusta rivendicazione del turnover nei calcoli che la Guardia di Finanza fa per stabilire se i percettori del Reddito di Cittadinanza erano in possesso dei requisiti necessari al momento della richiesta. A Rimini un contribuente ha richiesto il sussidio governativo ma aveva omesso di trasmettere all’Inps di aver conseguito vincite nei giochi online per oltre 2 milioni di euro, tra poker, casino, scommesse, bingo e altri verticali.

Come abbiamo approfondito nella nostra analisi insieme all’esperto fiscalista Sebastiano Cristaldi, nel momento della richiesta del RdC conta la fotografia patrimoniale dell’idee di quel momento storico preciso della vita di un cittadino.

E abbiamo spesso detto che un player, se non casha le vincite, va giudicato e analizzato sul turnover. Un conto è movimentare 300-400k all’anno, un conto averne a fine anno in tasca al netto di tutte le spese, una certa somma che dipende dal rendimento ai tavoli da gioco. Per quello crediamo che si possa anche ribaltare il tutto nelle sedi opportune. Anche se questi soldi, se giocati al punto it, non vengono tassati nuovamente e il rischio è quello di ingaggiare una lotta legale per mantenere il sussidio. In questo caso diversi conti intestati per 2 milioni di euro sembrano davvero troppi. 

Ma com’è andata a Rimini? Nell’ambito dell’attività operativa, coordinata dal Comando Provinciale di Rimini, a tutela della Spesa Pubblica, mirata al contrasto alle indebite percezioni di pubblici sussidi, i militari del Gruppo di Rimini, in sinergia e in collaborazione con INPS, hanno accertato recentemente che una persona residente a Rimini, pur risultando disoccupata e pur percependo il reddito di cittadinanza - tra il 2017 e il 2020, avrebbe conseguito vincite nei giochi online per oltre 2 milioni di euro.

Dalle articolate investigazioni svolte dalle fiamme gialle riminesi, anche in collaborazione con il competente ufficio provinciale dell’INPS, è emerso che il beneficiario del sussidio statale è titolare di diversi conti gioco utilizzati assiduamente sia per giocare che per scommettere (poker, giochi da tavolo, scommesse sportive, tombola e bingo). Le considerevoli somme vinte sono state scoperte dai finanzieri analizzando proprio questi conti senza però trovarne traccia nella dichiarazione sostitutiva unica per il calcolo dell'Isee, che ha permesso così all’incallito giocatore di incassare il reddito di cittadinanza per circa 15.000 euro.

L’uomo è stato segnalato perciò sia alla Procura della Repubblica di Rimini, per aver indebitamente percepito erogazioni a danno dello Stato, che all’INPS, per il blocco dell’erogazione e conseguente recupero dell’indebito incassato.

La Gdf ricorda che è fatto “divieto di utilizzo del Reddito di cittadinanza per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità e la conseguente perdita dei requisiti si verifica anche nel caso di acquisizione del possesso di somme o valori superiori a 6mila euro, a seguito di donazione, successione o vincite, che vanno comunicate dal beneficiario all’INPS entro quindici giorni dall’acquisizione”.  Questa regola, in effetti, sembra chiarire ulteriormente che, anche qualora si giochi e si perda, per valori superiori a 6mila euro deve esserci una comunicazione che cambiano evidentemente la posizione patrimoniale.

La vicenda, però, è appena iniziata e nei prossimi mesi avremo molti casi simili da analizzare che potrebbero anche sfociare in querelle legali.

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