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Binetti (Fi-Udc): 'Il poker online è decisamente più rischioso del burraco'

  • Scritto da Ca

La senatrice Paola Binetti (Forza Italia - Udc), 'il poker online è più pericoloso del burraco come format di gioco'. 

“Non c’è dubbio che, come struttura di gioco, come format, il Poker sia più pericoloso del Burraco e possa portare a maggiori rischi per la ludopatia e i giocatori problematici. Per questo nel riordino delle norme del gioco pubblico dovremo fissare come asticella per la regolamentazione proprio i disturbi di gioco d’azzardo patologico”. E’ stata Paola Binetti, senatrice di Forza Italia- Udc e membro della XII Commissione Igiene e Sanità, a fare questo paragone (infelice?) nel corso dell’intervento tenuto nel corso del digital event organizzato da formiche.net, “Il gioco buono - Il punto di vista degli enti locali”.

Lo speech era su un altro tema ma per dare forza alle sue tesi la senatrice ha pensato bene di tirare in ballo uno dei giochi di carte in cui l’abilità conta di più, il poker Texas Hold’em e le sue varianti. O la politica pensava al poker a 5 carte giocato a Natale con gli amici e nelle bische?

“Purtroppo dalla nostra esperienza qualunque tipo di gioco può sfociare nella patologia anche se è un modo bello in cui tutti noi ci esprimiamo e per questo non può essere ignorato. Tuttavia non si può sottacere l’evidente differenza tra poker online e burraco. E’ talmente evidente che rende più a rischio il primo proprio per il modello di gioco in sé”, ha proseguito la Binetti rispondendo anche ad una battuta del sottosegretario all’economia con delega ai giochi, Freni, che aveva scherzato sulla sua lontananza dalla pratica di qualsiasi gioco con vincita in denaro.

Nella discussione il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, aveva proprio invocato un approccio squisitamente tecnico nella regolamentazione del gioco d’azzardo: “Solo grazie alla tecnologia Adm, ai partner e al tracciamento dei dati nel settore possiamo controllare e gestire con efficienza il settore e controllare i disturbi di gioco patologico e combattere l’illegalità”.

Senza andare all’attacco della senatrice Binetti per un passaggio di un intervento più articolato, è proprio questo approccio che è sbagliato. Il poker può sì scatenare la ludopatia e rovinare persone, famiglie, situazioni economiche, ma se giocato professionalmente e con la testa, è l’unica disciplina che consente di abbattere i rischi della varianza statistica che in altri verticali di gambling è praticamente incontrollabile. Senza contare che Poker e Burraco sono due giochi davvero impossibili da paragonare. E se un ludopatico vuole, può giocarsi i soldi a qualsiasi sfida, non è necessario un tavolo da poker.
La speranza è che la politica lasci fare a chi sta pensando di riordinare le norme del gioco pubblico altrimenti, come teme il dg Adm, Minenna, la logica sembra rimanere quella del “kick the can down the road”, cioè continuare a non decidere e non affrontare il problema.
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