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Tornei poker, Federgioco in attesa del nuovo governo

  • Scritto da Amr

Mentre si definisce l'alleanza di governo tra Lega e M5S, torna d'attualità il tema del poker live dentro e fuori i casinò.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio al lavoro per formare un inedito nuovo governo. Un esecutivo cui Federgioco, la federazione che rappresenta i quattro casinò italiani, è pronta a interfacciarsi e a chiedere una serie di incontri, che affrontino, tra le altre questioni, lo svolgimento di tornei di poker anche al di fuori degli ambiti delle quattro case da gioco. Il ministero di riferimento sarà certamente il Viminale, ma di questo e di tutti gli altri temi attinenti i casinò si aprlerà anche con il ministero dell'Economia e delle Finanze, oltre che con quello della Salute.
Intanto, però, nella settimana in cui scoppia la pace tra Lega e Movimento 5 Stelle, e in cui viene reso noto il testo del disegno di legge Stefani sul gioco che prevede espressamente il divieto di esercitare il gioco del poker nei circoli, arriva anche la convocazione dei sindacati da parte del nuovo presidente di Federgioco, Olmo Romeo, intenzionato a riprendere la trattativa sul contratto collettivo nazionale per i dipendenti delle quattro case da gioco.

Il contratto, sempre che l'ambizioso progetto giungerà a positiva conclusione (e molto dipendenderà dalla reale volontà delle sigle sindacali), prevedrò disposizioni anche sui dealer di poker dipendenti dei casinò, mentre assai difficilmente si occuperà di coloro che vengono utilizzati dalle società terze per organizzare dei tornei. Sarà comunque interessante vedere come si articolerà la trattativa e quali saranno gli scenari, per il poker dentro i casinò, che si delineeranno alla fine di questo percorso.

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