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Phil Hellmuth critico con l'heads up di Sammartino che conferma: 'Non era il mio miglior gioco'

Phil Hellmuth critico col gioco di Dario Sammartino in heads up e il pro campano conferma: 'Non era il mio miglior game'. 

“Dario Sammartino è diventato una calling station. Contro chi gioca così basta puntare ogni volta che si prende da top pair in su e il gioco è fatto”. Non è piaciuto l’head up di Madgenius87 al main Wsop 2019 a Phil Hellmuth. Tutti avranno sentito queste parole sparate in diretta streaming dal Rio Casino di Las Vegas negli approfondimenti in pausa con Kara Scott e Maria Ho. In effetti sono stati tantissimi i river visti in heads up, come ha fatto notare la Ho che, a differenza di Hellmuth, aveva letto questi segnali come la voglia dei players di giocare il board senza bluffare. 

Forse Hellmuth non ha tutti i torti ma Dario Sammartino ha provato a metterla sul piano della sua edge nei confronti di un player discreto, anche titolato, ma non certo con la sua esperienza e i suoi numeri: 39 cash contro solo 3 alle Wsop di Dario su Ensan. Ma Ensan qualche torneo l’aveva vinto in carriera e, seppur non sia (anzi, era) un Professional poker player a tutti gli effetti è evidente che nella fase finale sia riapparso il fantasma del “titolo” per Sammartino e si è visto sfumare anche questo braccialetto. Tuttavia Ensan ha giocato proprio bene e nella mano finale con Dario in combo draw, aveva KK, la mano giusta spillata al momento perfetto. E quando sembrava che Dario potesse prendere il largo Hossein piano piano ha ripreso Sammartino che, forse, ha portato il tedesco sul terreno sbagliato. Quando Dario ha hittato ha combinato disastri, in termini positivi. Ma quando non lo ha fatto non è riuscito a mollare alcuni piatti come quello decisivo in cui Ensan chiude two pair Q10 e Sammartino ha appena un 5. 

Hellmuth c’aveva visto lungo sostenendo che “Dario dovrebbe chiamare meno con mani e punti bottom e middle”. Ma si contraddice quando sostiene che Sammartino “avrebbe dovuto ricorrere a un po’ più di fantasia (e mani con 10-6 e 9-5 cosa sono???) visto che Ensan aveva un range molto strong”. Proprio per questo e la sua run, Dario ha provato a muovere le chips. E se è arrivato sin lì c’è arrivato anche con diversi Hero call e mani come quella che passerà alla storia con 10 e 6 contro Livingston. 
Difficile dire con esattezza cosa sia successo al tavolo e nella testa dei due players. Solo loro sanno dove li porta il thinking process in alcune fasi della partita e quale percezione hanno del loro gioco e del loro avversario. 
A chiudere va detto che Sammartino ha dimostrato di essere umile e in grado di fare una serena autovalutazione. Ai microfoni di Kara Scott ha appunto detto “di non aver giocato il mio miglior game in heads up”.
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