Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Klay Thompson, Green, Hellmuth e il poker nei Golden State Warriors

  • Scritto da Ca

Klay Thompson e le pesanti partite a poker nei Golden State Warriors, squadra con la grande passione per l'hold'em. 

"Ogni viaggio in aereo era un'occasione per giocare a poker e per fare 'cameratismo' tra alcuni players. Ma se avessi continuato ancora per un po' tutto ciò mi avrebbe ucciso". Circola sulla stampa estera la storia di Klay Thompson, guardia dei Golden State Warriors, che ha confessato i suoi problemi col poker all'inizio della sua carriera nell'Nba. I "team's poker games" sono stati la causa di una brutta perdita economica in quegli anni per Thompson.
La confessione della guardia dei Warriors è stata rilasciata al giornalista Maverick Carter. Una delle sue prime perdite in carriera gli sarebbe costata tutta la sua busta paga. Pare che nella franchise di Golden State ci fossero una serie di squali davvero difficili da affrontare e che la squadra fosse una delle più appassionate di poker.
David Lee, che era in squadra all'inizio della carriera di Thompson, è un appassionato giocatore di poker ed è stato allenato dal 15 volte vincitore del braccialetto Wsop, Phil Hellmuth. Il loro proprietario di squadra di minoranza, Chamath Palihapitiya, ha tre cash alle Wsop ed ha fatto spesso parte di alcune delle più grandi partite di cash game a Las Vegas. Hellmuth, un fan sfegatato dei Warriors, ha persino regalato al guru della tecnologia il suo 13esimo braccialetto.
Il potente attaccante della squadra, Draymond Green, è apparso di recente in una partita cash di Poker After Dark e il club ha tenuto un torneo di beneficenza nella Bay Area lo scorso marzo, grazie alla quale raccolto $ 2 milioni per sostenere l'educazione e lo sviluppo della gioventù per i bambini bisognosi.

Immaginiamo, comunque, il giovane Klay, che vede i primi soldi veri in vita sua e si siede al tavolo con i campioni Nba che guadagnano decine di milioni di dollari da diversi anni e aggrediscono ogni piatto con la leggerezza di avere dietro esperienza da vendere e un bankroll quasi infinito. Un bel coraggio quello di Thompson per schierarsi in quella partita.
"Se devo ricaricare più volte il bankroll per giocare poi devo rendere conto al mio consulente finanziario cosa è successo ed è come essere portati nell'ufficio del preside a scuola", scherza Thompson amaramente ma assicura di essere "migliorato molto anche se il mio difetto più grande rimane proprio l'amore per il gioco delle carte".
Ora grossi problemi economici Thompson dovrebbe non averli visto che, l'estate scorsa, ha firmato un contratto da 190 milioni di dollari.
Share

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.