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Doyle Brunson parla di Covid-19 e infiamma la polemica ma il suo poker è ancora attualissimo

  • Scritto da Redazione

Doyle Brunson scatena la polemica parlando di coronavirus ma i suoi insegnamenti sembrano attualissimi alla luce del poker moderno. 

“Ok 26mila morti per coronavirus e si parla di stato di guerra ma non dimentichiamoci i 620mila soldati che abbiamo perso nella seconda guerra mondiale e i 55 milioni di morti nel mondo in quegli anni”. Doyle Brunson, il grandpa del poker mondiale, ha scatenato l’ira dei suoi follower e un acceso dibattito parlando di Covid-19 con tantissimi utenti che gli ricordano il problema della sanità presa d’assalto in tutto il mondo e i tanti morti, anche della sua età. Lui, come avevamo scritto in settimana, era già in quarantena spontanea per proteggere la moglie.

Tuttavia non si possono dimenticare i suoi insegnamenti e i suoi dettami.

Si parla tanto di tante tecniche ma se andiamo a rileggere alcune regole scritte da Doyle, si riscoprono di una attualità spaventosa anche in tempi di Sto, software solver o altre tecniche aggressive o small ball.

L'anno è il 1978, quello della pubblicazione di How I Won Over $1.000.000 Playing Poker di Doyle Brunson, con i contributi Bobby Baldwin, Mike Caro, Joey Hawthorne, David "Chip" Reese e David Sklansky, e divenuto poi Super/System, pietra miliare per l'apprendimento del gioco, insieme alla serie Harrington on Hold'em.

"Texas Dolly", che in quel momento ha già vinto due titoli WSOP Main Event (1976 e 1977), rilascia un'intervista all'organizzazione delle World Series Of Poker nella quale indica i suoi "10 consigli garantiti per avere fortuna con le carte". Martis Harris, blogger di Pokerstars, docente universitario e autore del libro Poker & Pop Culture, ha recuperato quell'intervista con i 10 suggerimenti di Doyle Brunson che meritano ancora oggi un po' di riflessione.

1. Giocare in base alla posizione: serve una mano più forte per agire quando sei in early position rispetto a quando sei in late.

2. Sviluppa la capacità di analisi. Studia le persone con le quali sei al tavolo. Sfrutta le fasi in cui non sei coinvolto nell'azione, osserva le mani e cerca di capire le carte dei tuoi avversari.

3. Impara l'autodisciplina. Quando sai di essere battuto, molla il colpo. La differenza tra un forte giocatore e uno scarso è che quello forte sa quando fermarsi.

4. Una buona gestione del bankroll significa che, se stai vincendo, continua a sfruttare la fortuna intesa comunque come good run e sempre sulla base delle skills. 

5. Sii consapevole delle odds della partita.

6. Concentrati sul poker normale e non giocare partite con carte "jolly".

Questo consiglio suona un po' strano ma bisogna ricordare che, 40 e più anni fa, nei casinò si poteva giocare a poker con "jolly" (wild card games). Oggi non più, ma rimane comunque un'indicazione della preferenza di Brunson per gli skill games, ovvero i giochi in cui le abilità possono decidere l'esito della partita.

7. I giocatori amatoriali dovrebbero ridurre al minimo il bluff, che richiede esperienza per essere fatto al momento giusto: quando siamo certi che il nostro avversario non abbia un punto per chiamare.
8. Il poker richiede grande concentrazione. Non giocare quando sei stanco o hai preoccupazioni di altro tipo.
9. Gioca solo partite dove ti senti a tuo agio.
Un'affermazione, questa, che risulta un po' ambigua. Potrebbe alludere a tipologie di gioco (varianti), agli stakes o ancora a evitare partite di cash game dove il tavolo non sembra favorevole, per vari motivi. In ogni caso, si tratta di un suggerimento pieno di prudenza e perfettamente adatto al poker di oggi.
10. La pazienza non è solo una virtù, ma un necessità nel poker! Non serve vincere ogni piatto. Gli spot marginali ogni tanto vanno lasciati perdere.
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