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La Bce torna a parlare di norme e supervisione sui Bitcoin

27 gennaio 2021 - 17:44

L'Europa e, nello specifico, la Banca centrale europea con la numero uno Lagarde, torna a parlare di norme e supervisione sui Bitcoin. 

Scritto da Gt

La numero uno della Banca centrale europea Christine Lagarde, ha espresso chiaramente l’urgenza di rafforzare le norme per garantire una supervisione più coordinata sui Bitcoin (BTC).

È di pochi giorni fa, infatti, l’intervista rilasciata, durante la conferenza Reuters Next, dalla presidente della BCE, in merito alla necessità di regolamentare l’utilizzo delle criptovalute. Queste sono state definite come “un asset altamente speculativo che ha reso possibili affari loschi e delle interessanti attività di riciclaggio totalmente riprovevoli”.

La valuta digitale, infatti, nel corso degli ultimi anni ha goduto di sempre maggior considerazione. Non soltanto tra società e fondi di investimento, ma anche tra persone comuni. Da più parti si è addirittura assistito alla richiesta di prestiti volti ad acquistare maggiori quantità di criptovaluta, il cui valore è quasi decuplicato da marzo scorso.

Il Bitcoin è sempre stato soggetto a continui sbalzi, dovuti proprio alla sua estrema ed insita volatilità. Ovvero più è alta è la volatilità e più alto sarà il rischio.

Sebbene le parole della presidente Lagarde arrivino in momento di “bull market“ per la criptovaluta, l’instabilità del settore non fornisce alcuna garanzia in tal senso, come testimoniano ampiamente i bruschi crolli del recente passato, attestatisi anche ben oltre l’ultimo calo del 28%.

Il monito da parte della BCE si aggiunge a quello di diverse autorità internazionali anti-riciclaggio. L’obiettivo dichiarato è quello di implementare norme globali sulle criptovalute che siano applicate e concordate. La Lagarde ha spiegato che  “se ci sono scappatoie, quelle scappatoie saranno sfruttate” .

Pur non fornendo esempi specifici di riciclaggio di denaro, ha poi detto di essere a conoscenza di indagini criminali di attività illegali.
Già nel 2018, quando ancora non era alla guida della Banca centrale, l’attuale presidente segnalava il bisogno di normare tali asset. La Lagarde sosteneva che la loro crescita fosse dovuta, in parte, alla “mentalità di gregge” tra coloro in cerca di prodotti finanziari ad alto rendimento.
Intanto, sempre durante la conferenza Reuters Next, Lagarde ha lanciato segnali distensivi sul progetto dell’euro digitale, concludendo: “penso che l’euro digitale si farà anche se i tempi non saranno immediati, direi non più di cinque anni, sebbene ancora non sappiamo dove ci porterà l’accelerazione del fintech”.

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