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Le Regioni scrivono al Governo per riaprire il gioco delle carte, uno spiraglio enorme per il poker live

  • Scritto da Cesare Antonini

Le Regioni lanciano al Governo e al Cts i protocolli di sicurezza per tornare a giocare a carte al bar, uno spiraglio enorme per il poker live. 

Tra le tante proposte messe nero su bianco dai governatori alla Conferenza delle Regioni per la riapertura delle attività commerciali, leggasi in primis bar e ristorante, ce n'è una che ha sorpreso un po' tutti gli osservatori: il ritorno delle partite a carte al tavolo del bar. Stavolta, in effetti, siamo un po’ sorpresi pure noi e andiamo parzialmente contro l’editoriale settimanale uscito lunedì pomeriggio. Ma, fermi tutti, si apre uno spiraglio grosso come un Vajont per il poker live. Anche perché stavolta ci sono anche i protocolli di sicurezza e di gioco che avremo scritto per mesi e mesi nella speranza si potesse ripartire col gioco dal vivo e che, solo adesso, il Cts e l’Inail sembra stiamo pensando di mettere in cantiere per le prossime riaperture dal mese di maggio.

Sui quotidiani nazionali si parla di una potentissima “lobby dei pensionati orfani delle interminabili sfide pomeridiane a scopa, briscola o tre sette, più facile ipotizzare che le associazioni dei commercianti abbiano spinto in quella direzione, consapevoli che le partite a carte significano anche consumazioni e quindi incassi. Certo è che, pur lungi da essere considerabile una priorità, il gioco delle carte sarebbe davvero sinonimo di ritorno alla normalità, un po' come la lettura del quotidiano al bar regolata, anche questa non a caso, nella bozza che le Regioni sottoporranno a governo e Cts”, scrivono su Il Giorno.

Ma andiamo nello specifico e vediamo cosa c’è scritto nel documento che le Regioni hanno sottoposto alle autorità centrali:  “Che al bar o al ristorante "sono consentite le attività ludiche che prevedono l'utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione, quali ad esempio le carte da gioco". Difficile, del resto, sanificare vecchi mazzi di Piacentine, di Napoletani o Francesi. Carte consumate, “grasse”, difficili anche da mescolare. Eppure se si vuole giocare una soluzione c’è così come si possono sostituire temporaneamente i mazzi. Aumenteranno i costi ma accadrà lo stesso per la sicurezza.

Ma ecco che gli scriventi ci arrivano nelle righe successive: "Viene consigliata una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi". Come se fosse possibile ad ogni nuova mano, cambiare il mazzo. Ma anche in questo caso basterebbe un solo contatto col giocatore infettato per innescare una catena pericolosa. E ancora: "Qualora davvero si tornasse a giocare al tavolo, sarebbe allora prioritario rispettare le altre indicazioni fornite nella bozza: obbligo rigoroso di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. In verità, essendo pensionati quasi tutti i giocatori da bar, la speranza non può che essere riposta nel vaccino anti-Covid, la cui somministrazione proprio in questi giorni interessa la fascia 70-80 anni”.

Nel poker si è già messa in atto una catena “pulito su pulito” simile, come a San Marino dove le regole in questione sono state sempre rispettate e non si sono verificati focolai e contagi.

Se le riaperture ci saranno da maggio di bar, ristoranti, cinema, teatri e a questo punto anche delle sale giochi, anche i circoli privati e le associazioni sportive che offrono poker live potrebbero riaprire senza alcun problema. Rimane l’assenza di queste attività difficilmente inquadrabili in un codice ateco specifico anche se la poliedricità delle loro configurazioni può fornirgli maggiori possibilità di riapertura.

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