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Casino Campione, si parte davvero e il poker deve essere protagonista

  • Scritto da Cesare Antonini

Casino Campione, il Tribunale di Como approva il piano industriale e si parte davvero: il poker deve essere protagonista.

Non sarà la priorità ma quando il casinò sarà avviato e finalmente funzionante e in grado di rimettersi in piedi sulle proprie gambe, il poker live potrà contribuire a rispettare il piano approvato dal Tribunale di Como e che dà ufficialmente il via all’effettiva riapertura della casa da gioco di Campione d’Italia.

Gioconewscasino.it ha seguito in tutto e per tutto e anticipando tutte le notizie, riuscendo finalmente ad annunciare la possibile riapertura. Non senza fatica e un lunghissimo percorso,l’Italia può ora ritrovare uno dei suoi quattro casinò autorizzati dalla legislazione italiana.

Ma cosa succederà per il poker dal vivo, cash game, tornei settimanali e grandi eventi come quelli che hanno reso storica la room e la mitica sala eventi del nono piano? Come detto non sarà il primo punto all’ordine del giorno della nuova governance anche, specie il cash, rappresenta uno dei table game dell’offerta classica del casinò e i croupier possono gestire almeno alcuni tavoli non appena si ripartirà. Siamo totalmente nel campo delle ipotesi, sia chiaro. Tuttavia siamo convinti che, almeno questo tipo di modalità di gioco possa e debba riprendere subito.

Per quello che riguarda i tournament come ogni casa da gioco, l’opzione può essere quella dell’organizzazione interna o quella di offrire gli spazi per la programmazione di eventi e format già affermati. Una via comune a molti altri casinò che, pur avendo un’organizzazione interna, possono avvalersi della collaborazione esterna.

Bisognerà comunque aspettare un po’ per vedere i primi eventi anche se tutto dipende da come procederanno le prossime settimane e i prossimi mesi con i lavori di riapertura.

E il poker può servire a contribuire agli obiettivi ritenuti credibili dal Tribunale di Como che ha accettato il piano sul quale si baserà tutta l’azione della casa da gioco dei prossimi anni.

Servono presenze e fatturato. Ma quello che ci conforta e che finalmente gli ex lavoratori e manager della casa da gioco chiusa ormai da tre anni hanno compreso è che il piano industriale si basa "in un'ottica di discontinuità con quanto rilevato nel periodo antecedente il fallimento". Essi sono: "un progressivo incremento dei ricavi, dai 41 milioni di euro dei primi 12 mesi di riapertura agli oltre 80 milioni dell'ultimo esercizio di piano"; una "sensibile riduzione dei costi del personale rispetto al dato del 2017, sia in termini assoluti (meno 40 milioni di euro nel primo anno) sia in termini relativi rispetto al fatturato (con un'incidenza del 25,4 percento il primo anno rispetto al 66,8 percento del 2017)", una "importante riduzione del contributo dovuto al Comune" che "è previsto in progressivo aumento a 0,5 milioni di euro a 2,5 milioni nell'arco di piano, ma per importi ben inferiori ai 9,9 milioni registrati nel 2017".
Cifre importanti che il casinò dell’exclave italiana in Svizzera è in grado generare se riuscirà a partire a regime. E, ribadiamo, il poker dal vivo con le sue numerose presenze tra players e accompagnatori e la ribalta che può dare come altri eventi importanti, deve essere un pezzo fondamentale di questo piano industriale sul quale contano anche 174 dipendenti e quelli che in futuro potranno essere riassunti oltre all’indotto, anch’esso fermo da tre lunghi anni.
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