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Super Angelini a caccia del Ring nel main event Wsop Circuit ma Cheong lo ferma in due spot

  • Scritto da Cesare Antonini

Super risultato per Nicola Angelini nel main event Wsop Circuit, 12esimo su 6.395 entries per 'colpa' di un certo Joseph Cheong. 

Un fine 2020 da sogno con quattro mesi da oltre 200mila euro vinti su varie piattaforme e un inizio anno che poteva coronare questo meraviglioso periodo. A fermare i sogni milionari di Nicola “NicoAnge” Angelini è un certo Joseph Cheong, top reg americano di livello internazionale che fermò la corsa verso la gloria di un altro italiano, nell’ormai lontano 2010, Filippo Candio.

Qui non siamo alle World Series of Poker ma nel main event del Circuit online su GGPoker, piattaforma dot com, che ha comunque raccolto 6.395 entries per un buy in da 1.700 dollari e un garantito da 10 milioni di dollari superato di 327mila bigliettoni. Per JuStOneTiMe_ aka Angelini, 42.929 dollari nell’account. “Peccato perché ogni scalino vale migliaia di dollari e al primo andavano 1,2 milioni di euro. Due colpi contro Cheong che mi hanno spostato tantissimo in Icm ma ora vado a dormire soddisfatto soprattutto per un nuovo equilibrio che ho ritrovato e la consapevolezza di poter fare davvero molto bene in futuro”, ha spiegato a Gioconewspoker.it, NicoAnge.

“Ero chip leader a 24 left e anche a 20 players e penso di aver dominato in lungo e in largo il torneo che, forse, è stato il migliore della mia carriera. Peccato davvero”, prosegue Angelini.

Ma andiamo a vedere i colpi “incriminati” contro Joseph Cheong: “Nella prima mano apre lui da cutoff per 2BB e io fatto bottone. Gioca anche BB - racconta Angelini - al flop scende 5-2-3 monotone a quadri, check BB, cbetta lui 2.5BB su 8.4BB e io riso 5.8NN. Passa il “grande” e chiama Cheong. Un call discutibile non avendo neanche Asso quadri ma solo Kappa. Per me sta mettendo soldi morti nel piatto considerato che aveva visto come stavo giocando (molto aggressivo) e che non avrei probabilmente giveuppato al turn anche se mi avesse chiamato appunto al raise flop. Sarebbe stato più bello, a sto punto secondo un mio punto di vista, che avesse fatto allin flop allora avrebbe avuto più senso perché le volte che turn non gli casca quel jolly lui farà sempre check e  io punterò e lui passerò. Il pot dopo il suo call è diventato 20.2BB e lui aveva 20BB contro i miei 27BB. Detto questo scende A di quadri e va check/check. Il river è un 8 di quadri e lui esce rettando 8.4BB. Io tank-callo e alla fine mucko con Q10s a quadri, lui ha K quadri J fiori”.

Passano un po’ di orbite e i due si ritrovano in bvb con NicoAnge che è grande buio: “Ho subito pensato che mi metterà pressione visto il Pay out verticale che c’era. Ovviamente con mani di mezzo valore e anche con mani di valore. In caso di trapping mi avrebbe raise callato o limp callato. E, non a caso, ha shovato una mano media.

Comunque siamo 12 left di un main e ogni scalino da qui in poi sposta migliaia di dollari. Lui manda tutto con K3s a picche. Io gioco circa 17BB, sono nono su 12 in quel momento e alla fine chiamo per range perché penso di metterle troppe volte da meglio in questo spot e comunque sono lì per giocarmi la prima moneta non per prendere scalini che, per carità, non fanno mai male ma la voglia di vincere è quella. Chiamo con A fiori 7 picche e al flop si mette subito male: A picche K quadri K cuori. Turn 4 fiori e river 10 cuori non cambiano nulla”.
Due brutti incroci, quindi, per Angelini che voleva volare verso le prime posizioni. Alla fine nel final table che si giocherà sabato prossimo, al comando c’è Plausinaitis con 76 milioni di chips, seguito da Amsterq con 54,1 milioni e Joseph Cheong con 50 milioni. Un altro notable, a dimostrazione dell’ottimo field di un torneo che mette in palio un Ring prestigiosissimo, anche Alex Papazian con 25,1 milioni e il finnico Joukhimainen con 13,8 milioni.
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