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Winamax si riprende la concessione italiana e cresce del 50% nel 2020

  • Scritto da Cesare Antonini

Winamax ottiene di nuovo la licenza di gioco online in Italia e fa il bilancio di un 2020 da più 50 percento 'grazie' alla pandemia. 

 

 

Il Tar Lazio ha sospeso la revoca della concessione di gioco online comunitaria e l’anno 2020 è stato decisamente un altro ottimo esercizio finanziario nonostante (anzi, grazie) la pandemia da Covid-19 che ha colpito duramente anche la Francia. Stiamo parlando di Winamax, leader del mercato del poker online d’Oltralpe, room nazionale ma non di Stato che ha registrato numeri pazzeschi nell’esagono. Ma andiamo per ordine.

La concessione di gioco online, scommesse e poker ora c’è

Da mesi, forse già da un paio di anni, di sicuro nell’era pre Covid-19, Winamax aveva decido di entrare nel gioco online d’Italia. Si sarebbe partiti dalle scommesse ma era già pronto tutto, o quasi. Il sito, comunque, era online con una landing page da “coming soon”. Poi la licenza di Winamax SA è finita anche essa nel calderone delle concessioni comunitarie scadute e quindi revocate d’ufficio dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Anche per i francesi è stato necessario un ricorso alla Seconda Sezione del Tar Lazio che, notizia di ieri, ha sospeso la revoca della concessione comunitaria anche nei confronti della società Winamax Sa e ha fissato l’udienza in camera di consiglio per il 17 marzo. In quella sede, la sospensiva dovrà essere confermata dall’intero Collegio. Secondo il Tar del Lazio “si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato”, e inoltre “si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento ai soli fini della continuazione dell’attività di raccolta del gioco gestita dalla parte istante”. Dunque il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Winamax Sa che potrà tornare a raccogliere gioco almeno fino alla Camera di Consiglio fissata al 17 marzo. 

Adesso la società potrebbe iniziare ad operare anche se attenderà notizie più certe dal Governo per una concessione che duri e sia stabile per qualche anno: presupposto imprescindibile per chi intraprende qualsiasi attività aziendale, ovvio.

Il poker, intanto, in Francia vola

Con i confini legati alla crisi sanitaria, il settore del poker online ha registrato una crescita eccezionale nel 2020. Winamax, leader di mercato in Francia, ha sfruttato appieno questa la ritrovata poker mania. Alexandre Roos, direttore di Winamax, ha rilasciato lunedì 8 febbraio un'intervista a Le Parisien, in cui fa il punto su questo anno eccezionale e dettaglia le prospettive di crescita.

Roos ripercorre le fasi della creazione di Winamax e le quote di mercato accumulate nel tempo nel poker, poi nelle scommesse sportive. Oggi, spiega Alexandre Roos: "in dieci anni sono stati creati 8,6 milioni di account e abbiamo circa 500.000 utenti paganti al mese".

Sottolinea che l'attività di Winamax è triplicata durante il primo blocco, poiché i campionati di atletica si sono fermati. Ciò che ha funzionato bene durante questo periodo sono stati i tornei privati, il boss di Winamax indica che potevano svolgersi 40.000 tornei ogni giorno. Alcuni giorni ci sono state fino a 30.000 nuove aperture di conti rispetto alle 3.000 che rappresentano la normalità. Alexandre Roos indica che "Winamax è cresciuto del 50% nel 2020".

Winamax a caccia dei mercati esteri, Spagna, Germania ma non cita l’Italia
Alexandre Roos ricorda anche che Winamax si sta espandendo anche in Europa, con una buona presenza in Spagna. Anche il sito francese vuole trasferirsi presto in Germania.
Un'altra importante informazione che scopriamo leggendo questo articolo è che Patrick Bruel, l'uomo che ha permesso a Winamax di farsi conoscere ad un pubblico molto vasto, sta gradualmente lasciando il capitale di Winamax dal 2018. Rivende le sue quote ai due manager di Winamax, Alexandre Roos e Christophe Schaming. Questa operazione sarà completata nel corso del 2021.
Niente Italia, comunque, nei discorsi dei boss di Winamax ma ora la licenza c’è e speriamo, per amore della concorrenza, che la room offra i suoi prodotti anche nel nostro mercato. L’handicap della mancata adesione alla liquidità regionale europea condivida, però, potrebbe pesare.
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